I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Adolescenti tra potenzialità e fragilità

*mental coach e giornalista.

Adolescenti tra potenzialità e fragilità

di Vassiliki Tziveli*

L’adolescenza viene spesso raccontata come un’età difficile, complessa, instabile, a tratti ingestibile. Ma se provassimo a cambiare prospettiva? Se non fosse un problema da contenere, bensì una fase straordinaria che non abbiamo ancora imparato a leggere fino in fondo?
Durante l’adolescenza il cervello è in piena trasformazione, è plastico, aperto, ricco di possibilità e allo stesso tempo è vulnerabile. Le emozioni diventano più intense, più rapide, più profonde e le aree deputate al controllo e alla regolazione sono ancora in fase di maturazione. È per questo che i ragazzi possono apparire impulsivi, instabili, a volte incomprensibili. Ma non si tratta di ribellione. È un sistema che sta imparando a funzionare. In questo scenario, il rischio più grande è interpretare il comportamento senza comprendere il processo, fermarsi a ciò che si vede, senza ascoltare ciò che accade dentro. E allora la domanda cambia: non più “cosa c’è che non va in loro?”, ma “cosa sta succedendo dentro di loro?”.
È qui che il mental coaching può offrire una chiave di lettura nuova e potente. Non si tratta di correggere, né di giudicare, ma di accompagnare e di sviluppare consapevolezza. L’adolescente non ha bisogno di adulti perfetti, ma di adulti presenti, capaci di ascoltare senza etichettare, di restare anche quando è difficile, di accogliere senza invadere.
Le emozioni, anche quelle più scomode, non sono un ostacolo, ma strumenti. Attraverso di esse i ragazzi costruiscono la propria identità. Imparare a riconoscerle, nominarle e attraversarle significa iniziare davvero a conoscersi ed è proprio qui che si gioca una delle partite educative più importanti. Allenare la consapevolezza emotiva, la responsabilità e la fiducia in sé non è un percorso teorico, ma esperienziale. Significa offrire spazi di parola, di ascolto, di riflessione e creare contesti familiari, scolastici, educativi, in cui il ragazzo possa sentirsi visto, non giudicato. Dietro ogni comportamento c’è un messaggio e dietro ogni fatica, spesso, c’è una trasformazione in atto.
L’adolescenza non è un problema da risolvere, ma un viaggio da accompagnare, un passaggio delicato e potente, in cui fragilità e potenzialità convivono. Sta agli adulti scegliere se fermarsi alla superficie o avere il coraggio di andare più in profondità, perché è proprio lì che i ragazzi iniziano a diventare sé stessi.

*mental coach e giornalista