Spesso la volontà di avere figli è frenata da motivazioni economiche o dalle difficoltà organizzative nel prendersene cura. Ecco allora il bando di Fondazione Cariplo: «Anita Chiama – L’infanzia prima» mette a disposizione 5 milioni di euro per promuovere il benessere delle bambine e dei bambini tra 0 e 6 anni nel territorio di riferimento della Fondazione (Lombardia e province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola). Il bando sostiene progetti capaci di rispondere ai bisogni di cura, educazione, spazi e cultura per lo sviluppo dell’infanzia, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità.
A rendere urgente questo investimento è proprio un quadro documentato anche dall’indagine «Genitorialità e Infanzia» realizzata dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo. Lo studio (condotto su circa 1.700 cittadini e cittadine in età fertile nel territorio di riferimento e nelle province limitrofe) mostra come il calo della natalità sia un fenomeno sistemico, alimentato da insicurezza economica, incertezza sul futuro e, soprattutto, da uno scarto sistematico tra l’importanza riconosciuta ai servizi e la loro fruizione reale: ciò che manca non è solo l’offerta, ma la possibilità concreta di fruirne.
Come si articola, quindi, il bando? La Linea 1 «Anita Chiama Soluzioni» è dedicata a progetti che sviluppano interventi innovativi o consolidano iniziative già in atto, con particolare attenzione all’impianto di monitoraggio, valutazione e replicabilità. La Linea 2 «Anita Chiama Ricerca» è rivolta a progetti di ricerca e ricerca-intervento finalizzati a generare nuova conoscenza e sperimentare modelli innovativi, con un solido disegno sperimentale e l’obiettivo di produrre evidenze scientifiche rigorose.
I tre ambiti di intervento sono: i Servizi per l’infanzia, ovvero la ricomposizione e il rafforzamento della filiera dei servizi socio-sanitari, sociali ed educativi dalla nascita ai 6 anni (sostegno alle donne in gravidanza in condizione di povertà, supporto a bambini con bisogni educativi speciali, ricerche sugli impatti della povertà sul benessere infantile); i Luoghi della cultura, con lo sviluppo di un’offerta artistico-culturale accessibile e inclusiva per i bambini 0-6 (progetti per ripensare teatri, biblioteche e musei al fine di avvicinare il pubblico infantile, con attenzione alle condizioni di svantaggio socio-culturale); gli Spazi di vita, con interventi per migliorare la qualità ambientale e climatica degli spazi di crescita (soluzioni per ridurre gli effetti del caldo e degli inquinanti sulla salute dei bambini).