In Liguria il 53,7% (dato più alto della media nazionale) degli edifici scolastici statali è dotato di palestra e-o piscina; in Lombardia il 48,8%, in Piemonte solo il 35,1%. In Italia, su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%). Lo dice uno studio di Openpolis su dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, aggiornati ad agosto 2025.
Lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo sviluppo fisico, la socializzazione e l’apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra, eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi è tutt’altro che garantito in modo equo. Un recente rapporto dell’Istituto nazionale di statistica ha messo in luce come il 64,5% dei dei ragazzi, tra gli 11 e i 19 anni, pratichi sport al di fuori dell’orario scolastico: soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.
Una media che nasconde profonde disuguaglianze dettate dal genere, dalla cittadinanza e dal contesto sociale di provenienza. Complessivamente, i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%) e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, uno dei dati più rilevanti emerge dall’incrocio tra genere ed estrazione sociale: sono 7 su 10 le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero ma tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10. A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera: meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre. Per alcune comunità, l’esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un’attività sportiva.
In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono (per limiti economici, culturali o sociali) a garantire ai minori l’accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute. Ma le scuole hanno le strutture idonee per rispondere a questo bisogno? Non sempre, come provano le percentuali.
La Liguria, dunque, è la regione con l’incidenza più elevata: il 53,7% dei suoi edifici scolastici statali è dotato di palestra o piscina. A seguire, la Puglia e la Lombardia mostrano percentuali di poco inferiori, rispettivamente con il 49,2% e il 48,8% degli edifici attrezzati. In queste regioni quasi un edificio su due risulta attrezzato per fare sport a scuola. La Calabria è il fanalino di coda (21,8%), seguita dall’Umbria (23,7%). L’analisi rispetto alla classificazione dei comuni rivela una correlazione tra centralità territoriale e dotazione infrastrutturale: nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su tre.
Ciò detto, anche tra le stesse città la situazione non è omogenea. Se si considerano i soli capoluoghi di provincia, Milano registra il dato più elevato, con quasi l’80% degli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina. Seguono altri centri con alta incidenza, tra cui Firenze (71,5%), Bologna (71,2%) e Monza (71,2%), segnalando una notevole concentrazione di strutture sportive nelle scuole di questi contesti urbani. Nei capoluoghi del Sud le percentuali più basse.