Il report dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile

Ospedali di Comunità nel Nordovest, il Pnrr non basta

Per completare l’obiettivo di una struttura ogni 100mila abitanti nel Nordovest servono ancora 699 milioni di euro.

Ospedali di Comunità nel Nordovest, il Pnrr non basta

Disporre di un ospedale di comunità ogni 100mila abitanti entro il 2030 è uno dei moltissimi obiettivi del Pnrr in Italia, ma a che punto siamo nel Nordovest?

In Lombardia mancano ancora 425 milioni di euro, in Piemonte mancano 200,4 milioni di euro e in Liguria la cifra mancante è di 73,5 milioni di euro. La questione è uno degli obiettivi più sensibili del Pnrr per le nostre regioni, Pnrr che scade a metà 2026. E l’obiettivo in questione è quello scelto per fare un esempio concreto dello stato dell’arte in un rapporto molto dettagliato, stilato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile intitolato «L’impatto del Pnrr sullo sviluppo sostenibile dell’Italia e dei suoi territori». Il punto sull’obiettivo degli ospedali di comunità prevede anche l’analisi della progressione del discorso a partire dal periodo precedente l’adozione del Pnrr. Così emerge come in Lombardia si fosse al 20% della progressione del piano, e come l’iniezione di fondi del Pnrr abbia comportato un’accelerazione del 19% del progetto, lasciando sul campo ancora un 61% di lavori da completare. Parallelamente in Piemonte le percentuali non sono dissimili: si è partiti da un 12%, spinti dal Pnrr per un altro 20% con una quota del 68% rimanente. E in Liguria a un 7% iniziale si è aggiunta una fetta del 23% con il Pnrr, ma rimane ancora una quota del 70% da ultimare. Insomma, la situazione è abbastanza disgregata, e per portare a termine l’obiettivo generale del paese si calcola che siano necessari altri 2,2 miliardi di euro, una volta completato il Pnrr. Pnrr che ha delle misure precise, valutate in diversi goal per macrogruppi, come la povertà, la fame, la salute e l’istruzione.

Un altro discorso interessante è quello della fornitura, entro il 2030, della totalità del parco autobus elettrici a zero emissioni: l’analisi regione per regione spiega come si sia ancora lontani. In Lombardia infatti manca ancora un 62% di completamento del progetto (che era al 6% nel 2021 e ha avuto una spinta con il Pnrr del 23%). In Piemonte si è partiti dall’11%, il Pnrr ha dato una spinta del 34% ma rimane sul campo ancora il 55% dei progetti da portare a termine, mentre in Liguria addirittura la parte mancante è dell’85%. In totale lo studio stima anche il valore degli investimenti necessari per portare a termine gli obiettivi quantitativi stabiliti dal Pnrr. In Lombardia ci vorrebbero ancora 3.205.861.682 euro, che pro capite si traducono in 321 euro, per colmare il 15% di investimenti mancanti sul totale di investimenti del piano. In Piemonte la quota pro capite scende lievemente, attestandosi a 268 euro, con un totale di 1.146.415.211 euro (per il 13% mancante sul totale), mentre in Liguria la quota pro capite si attesta a 591 euro, per portare a termine il 26% mancante sul totale dell’investimento del Piano, per una cifra totale di 896.774.127 euro. Il dato complessivo del paese si attesta su una media pro capite di 338 euro, per mettere insieme la cifra da capogiro di 20.050.645.751 euro, necessaria per completare il totale di investimenti previsti dal Pnrr per i soli obiettivi quantitativi previsti (14% mancante, in percentuale). Per obiettivi quantitativi si intendono, ad esempio, la riduzione del 42,5% l’intensità energetica nel paese e raggiungere la stessa quota di energie rinnovabili, oppure ridurre del 16% il rischio di povertà ed esclusione sociale.

«Dal punto di vista dei risultati, il Rapporto mostra il ruolo estremamente rilevante che il PNRR ha svolto e svolge per migliorare le condizioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali del nostro Paese. Rispetto alle misure PNRR per le quali sono definiti obiettivi quantitativi, l’Italia – così gli autori del report – copre il 39% della distanza (media) esistente nel 2021 da questi ultimi, un risultato estremamente significativo. D’altra parte, ipotizzando una piena realizzazione delle stesse misure, la distanza residua dagli obiettivi è ancora di circa il 39%, per colmare la quale sarebbe necessario un investimento ulteriore di circa 20 miliardi di euro, da “spalmare” nel periodo 2027-2030. Si tratta di un valore consistente, ma non impossibile da realizzare, a patto che il Piano Strutturale di Bilancio definito nel 2024 venga rivisto nel 2027 (come previsto dalle regole macroeconomiche europee) per incorporare tale previsione di spesa».

«L’ASviS, insieme ai suoi partner, invita non solo le amministrazioni centrali e territoriali rilevanti, ma anche i centri di ricerca e i soggetti della società civile ad utilizzarle e a fornire feedback su come il modello di analisi possa essere migliorato, con l’unico fine di consentire quel miglioramento della governance delle politiche pubbliche al quale, da dieci anni, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile cerca di contribuire e continuerà a cercare di contribuire nel prossimo futuro».