L’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, fino al 30%, comincia a incidere nei bilanci delle imprese piemontesi del settore. Gli aumenti medi già rilevati: prodotti chimici per l’edilizia +3%; cartongesso e intonaci +3,5%; sabbie, leganti, malte, calcestruzzi e arredo giardino, manufatti cementizi + 5%, pitture, sistema a cappotto, smalti e impregnanti + 6,5%; tubi e raccordi in polietilene e reti da cantiere + 10%; membrane bituminose +10%, polistirene estruso, lana di vetro e lana minerale, contenitori in PE per stoccaggio acqua potabile +13%; isolanti e impermeabilizzanti tra il 7% e il 15%; tubazioni in pvc e polietilene +20%; tubi in polietilene liscio e tubi multistrato + 30%. Per il calcestruzzo atteso rialzo del 15%. Anche il ferro registra un +20%.
«Sarebbe opportuno, da parte delle Istituzioni, prevedere una revisione dei prezzari che tengano conto dell’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione, anche per prevenire possibili distorsioni dovute alla speculazione» afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte.