di Silviano Di Pinto*
Lo studio della Banca d’Italia sulle banche italiane “meno significative” consegna un messaggio molto chiaro: le banche di territorio svolgono una funzione essenziale nell’economia reale perché finanziano imprese più piccole, più rischiose e meno liquide. Lo stesso studio evidenzia che queste banche, a parità di condizioni, risultano anche più propense ad approvare le richieste di finanziamento rispetto agli intermediari maggiori. È quindi confermato il loro ruolo distintivo nel sostenere il tessuto produttivo locale e nel favorire l’accesso al credito dove il mercato, da solo, tenderebbe a essere più selettivo.
Ma proprio questi dati portano con sé una seconda riflessione. Se le banche di territorio operano strutturalmente su segmenti di clientela più complessi, allora non basta più la sola prossimità relazionale: servono competenze, specializzazioni e una capacità sempre più evoluta di costruire soluzioni di credito mirate. Lo studio mostra, infatti, che il maggiore tasso di deterioramento osservato nelle LSI è in larga parte spiegato dalla composizione del loro portafoglio, cioè dalle caratteristiche delle imprese finanziate; in altri termini, il rischio maggiore deriva soprattutto dal fatto che queste banche sostengono imprese più fragili.
È proprio qui che diventa decisivo l’approccio “sartoriale”. Per continuare a finanziare il territorio senza comprimere il capitale, le banche locali devono rafforzare la capacità di leggere il merito creditizio delle PMI non soltanto con modelli standardizzati, ma integrando conoscenza diretta dell’impresa, filiera, mercato di riferimento, qualità dell’imprenditore, sostenibilità dei flussi prospettici e struttura delle garanzie. La letteratura richiamata nel paper sottolinea che le banche locali hanno un vantaggio nell’acquisizione di informazioni qualitative e nella gestione delle relazioni di credito; questo vantaggio informativo può tradursi in una selezione più efficiente e in una migliore allocazione del credito. Alla luce di ciò, per le banche di territorio diventa strategico dotarsi di professionalità specialistiche nella costruzione di operazioni assistite da strumenti di mitigazione del rischio, a partire dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI. Questo non rappresenta un semplice beneficio tecnico-regolamentare, ma una leva industriale decisiva: consente di mantenere aperto il credito verso imprese che meritano sostegno, riducendo al tempo stesso l’assorbimento di capitale e migliorando l’equilibrio rischio-rendimento del portafoglio. Il punto è cruciale.
Lo studio evidenzia che, una volta corretto per le caratteristiche delle imprese e dei prestiti, la differenza nei tassi applicati tra LSI e SI diventa trascurabile. Ciò significa che le banche di territorio non stanno sistematicamente “prezzando peggio” il credito, ma stanno lavorando su una clientela intrinsecamente più rischiosa. In questo contesto, l’uso intelligente di garanzie pubbliche e di altre forme efficaci di credit risk mitigation non serve a snaturare la missione della banca locale, bensì a renderla sostenibile nel tempo. In altre parole, il valore delle banche di territorio non si misura soltanto nella vicinanza geografica o nella relazione storica col cliente, ma nella capacità di trasformare quella vicinanza in credito ben strutturato. Occorrono processi, competenze tecniche, presidio normativo, capacità istruttoria e specializzazione nella costruzione di operazioni che combinino conoscenza del territorio e protezione patrimoniale.
Questo vale ancora di più se si considera che le LSI tendono a concentrare la propria attività su imprese più piccole, più rischiose e meno liquide, cioè esattamente il segmento dove una garanzia ben utilizzata può fare la differenza tra credito erogato e credito negato. Per le banche di territorio, dunque, la sfida non è scegliere tra sostegno all’economia locale e tutela del capitale. La vera sfida è saper fare entrambe le cose insieme. E questo richiede un salto di qualità: meno approcci standardizzati, più specializzazione; meno letture burocratiche, più capacità di strutturare operazioni coerenti con il profilo dell’impresa; meno logica difensiva, più cultura del credito assistito da strumenti di mitigazione efficaci.
Se il ruolo delle banche di territorio è quello di accompagnare le PMI là dove altri intermediari arrivano con più difficoltà, allora oggi questo ruolo va esercitato con maggiore consapevolezza tecnica. Perché i dati della Banca d’Italia dicono che esse sono indispensabili per l’accesso al credito, ma dicono anche, implicitamente, che per continuare a esserlo devono proteggere meglio il capitale. Ed è proprio nell’incontro tra competenza specialistica, approccio sartoriale e utilizzo evoluto delle garanzie che si gioca il futuro della banca locale: continuare a creare valore sul territorio, in modo sostenibile, prudente e duraturo.
*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”