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Aumenta la richiesta di credito al consumo per bollette e mutui, il record in Lombardia

La Lombardia è la prima regione per il movimento di volumi economici, con un aumento del credito che nel 2025 arriva a 20,7 miliardi di euro (nel 2024 erano 19,7). Lo spostamento è di un miliardo, con una crescita dello 5,2%. L’aumento del credito in Lombardia è superiore alla media nazionale: il paese è infatti passato dai 119,1 miliardi di euro del 2024 ai 124,5 miliardi di euro del 2025, il 4,5% in più.

Aumenta la richiesta di credito al consumo per bollette e mutui, il record in Lombardia

Torna a crescere il credito al consumo nel nostro paese, ma non è un buon segnale. Sì, perché il credito sta diventando sempre più uno strumento per la tenuta dei bilanci familiari, e non per l’investimento nel futuro. Tradotto significa aumentano i prestiti economici, ma l’inflazione generata dall’instabilità generale e tutta una serie di fattori congiunturali hanno determinato un innalzamento del costo della vita per cui si chiedono prestiti e finanziamenti per pagare l’ordinario, come bollette o le rate della macchina. E’ quanto emerge da un’analisi della Federazione autonoma bancari italiani, che racconta anche come sia la Lombardia la prima regione per il movimento di volumi economici, con un aumento del credito che nel 2025 arriva a 20,7 miliardi di euro (nel 2024 erano 19,7). Lo spostamento è di un miliardo, con una crescita dello 5,2%. L’aumento del credito in Lombardia è superiore alla media nazionale: il paese è infatti passato dai 119,1 miliardi di euro del 2024 ai 124,5 miliardi di euro del 2025, il 4,5% in più.

«L’ampiezza dell’incremento assoluto evidenzia come anche nei territori economicamente più forti – spiegano dalla Federazione – il credito al consumo venga utilizzato come strumento di compensazione delle difficoltà familiari».

Il Piemonte ha una delle variazioni più basse registrate in tutto il paese: da 9,7 a 10 miliardi (+2,8%). In Liguria invece si registra una crescita del 5,9%: passa da 2,76 miliardi di euro del 2024 ai 2,92 miliardi di euro del 2025.

«Nel complesso, il confronto regionale conferma che l’aumento del credito al consumo non è espressione di maggiore fiducia o capacità di spesa, ma rappresenta un indicatore trasversale di difficoltà economica delle famiglie italiane. La crescita, pur differenziata per intensità territoriale, segnala una condizione comune: il credito viene sempre più utilizzato come strumento di tenuta dei bilanci familiari, in assenza di un rafforzamento strutturale dei redditi».

Aumentano i volumi dei mutui e sale la crescita al Sud

Se le regioni del Nord (e la Lombardia in particolare) mantengono il record del volume assoluto di mutui chiesti dalle famiglie, è al Sud che si registra l’exploit più intenso di crescita tra il 2024 e il 2025. I numeri: la Lombardia con i suoi 96,74 miliardi di euro di totale mutui chiesti dalle famiglie nel 2025 (erano 93,06 miliardi di euro nel 2024) ha il record assoluto di massa di denaro in Italia. La Puglia però con una crescita del 4,5% segna il risultato della progressione migliore tra il 2024 e il 2025, passando da 17,4 miliardi di euro del 2024 ai 18,2 miliardi di euro del 2025. Segue la Sardegna, con una crescita del 4,3%. La Lombardia si ferma al 4%, mentre il Piemonte è al 2,4% e la Liguria all’1,3%.

A livello provinciale si segnalano le performance di Mantova accelera da 2,38 miliardi a 2,49 miliardi (+109,45 milioni, +4,6%), mentre Varese cresce da 7,55 miliardi a 7,76 miliardi (+206,36 milioni, +2,7%), Como da 5,16 miliardi a 5,33 miliardi (+170,89 milioni, +3,3%), per la Lombardia. In Piemonte l’unica flessione è quella di Alessandria, che passa da da 1,75 miliardi a 1,75 miliardi (-3,25 milioni, -0,2%), mentre Torino avanza da 16,70 miliardi a 17,12 miliardi (+417,20 milioni, +2,5%) sostenendo l’intero impianto. Si segnala poi la vivacità di Cuneo, che passa da 2,84 miliardi a 2,95 miliardi (+106,76 milioni, +3,8%), con Novara da 2,41 miliardi a 2,48 miliardi (+65,06 milioni, +2,7%) e Verbano-Cusio-Ossola da 0,94 miliardi a 0,96 miliardi (+22,91 milioni, +2,5%).

In Liguria infine i segnali sono positivi ma senza sprint particolari: la crescita di Genova passa da 5,99 miliardi a 6,05 miliardi (+64,81 milioni, +1,1%), Savona da 1,98 miliardi a 2,01 miliardi (+21,33 milioni, +1,1%), Imperia da 1,18 miliardi a 1,21 miliardi (+25,73 milioni, +2,2%), La Spezia da 1,53 miliardi a 1,56 miliardi (+32,37 milioni, +2,1%).