L'inchiesta sulla Pasqua

Biglietti aerei volano i costi e i vacanzieri cambiano meta

Registrate numerose disdette di prenotazioni per i conflitti in corso.

Biglietti aerei volano i costi e i vacanzieri cambiano meta

Immagine di copertina generata con AI

Pasqua è sicuramente uno dei periodi preferiti per prendersi qualche giorno di vacanza. E chissà quanti avevano prenotato una settimana al caldo da qualche parte nel mondo. I conflitti vari, quello in Medio Oriente in particolare, hanno scombussolato tutti i programmi e costretto molti a cambiare mete e itinerari se non, addirittura, a rinunciare. Un sondaggio di IZI per L’aria che Tira ha rilevato che il 45% degli italiani prevede di viaggiare di meno.

Chi, alla fine, ha optato per località più vicine ha dovuto comunque fare i conti con rincari che, sempre causa guerra e susseguenti tensioni nello stretto di Hormuz, non erano previsti e sono legati in particolare al significativo incremento dei prezzi di benzina e diesel a livello mondiale.

Anche se, non nascondiamocelo, in occasione delle festività i prezzi di treni e aerei subiscono sempre importanti rincari vista la domanda più consistente: è il mercato, bellezza!
Assoutenti, sempre attenta a questi temi, metà marzo ha realizzato un monitoraggio delle tariffe aeree constatando che il caro-voli non manca nemmeno quest’anno, con i prezzi minimi dei biglietti da Nord a Sud Italia che arrivano, su alcune tratte, a superare i 400 euro tra andata e ritorno (acquistandoli 20 giorni prima di Pasqua…). E fanno alcuni esempi: partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, la spesa minima parte da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro per andare da Milano a Crotone, 324 euro da Roma a Reggio Calabria (308 euro se si parte da Milano). Servono più di 320 euro per volare nelle stesse date verso Catania partendo da Torino, Firenze e Ancona. Tra i prezzi più alti anche la tratta Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro), Milano-Catania (290 euro), Verona-Palermo (282 euro), Bologna-Reggio Calabria (281 euro). Prezzi che – precisa Assoutenti – non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere, balzelli che fanno ulteriormente salire la spesa per i voli.

E che dire dei treni? Non va sicuramente meglio se dalla rilevazione di Assoutenti risulta che un viaggio di sola andata (3 aprile) su un treno alta velocità, acquistato a metà marzo, costa almeno 185 euro per andare con Italo da Torino a Reggio Calabria, 175 euro partendo da Milano, mentre con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce, 92 euro da Genova a Salerno.

Purtroppo, per quel che riguarda i trasporti, quello che ci aspetta dopo Pasqua potrebbe essere anche peggio, soprattutto sul fronte dei voli. Infatti, il greggio del Golfo che oggi si trova bloccato a Hormuz è migliore rispetto al greggio americano o atlantico per generare carburanti per aerei. E gli altri Paesi che lo producono stanno chiudendo i rubinetti, a cominciare dalla Cina, secondo produttore mondiale di carburanti da raffineria, che ha drasticamente limitato la loro vendita all’estero; e altri grandi protagonisti del settore, come Kazakistan, Indonesia, Nigeria e India stanno prendendo misure simili. Il risultato è la carenza fisica di diesel negli aeroporti e l’esplosione dei prezzi ben oltre i rincari del greggio. Al punto che ci sono compagnie che hanno cominciato a cancellare i voli: la compagnia aerea scandinava Sas ha cancellato mille voli solo per aprile.