In occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, il 21 marzo, CoorDown ha lanciato la campagna di sensibilizzazione internazionale «Just evolve» per chiedere a ognuno di fare un salto culturale e di responsabilità: far diventare un lontano ricordo le parole della disabilità usate per offendere. Termini come «ritardato», utilizzati per definire le persone con sindrome di Down, non sono più accettabili.
La campagna in Italia è sostenuta da Fondazione Cariplo: perché è in linea con i propri valori e progetti futuri. Cambiare il linguaggio è il primo passo per costruire una cultura del rispetto, a cui vanno poi affiancate azioni concrete che traducano i diritti in opportunità reali. Per Fondazione Cariplo questo significa Destinazione Autonomia, un programma da 20 milioni di euro che punta a garantire la piena realizzazione di 1.000 progetti di vita per le persone con disabilità attraverso interventi su casa, lavoro, cultura accessibile e tecnologia.
«Cambiare il linguaggio con cui tocchiamo temi legati alle persone con disabilità è il primo passo per superare la retorica e costruire una cultura autentica del rispetto – afferma Claudia Sorlini, vice presidente Fondazione Cariplo – Le parole che scegliamo determinano lo sguardo con cui vediamo l’altro. Sono cose che daremmo per scontate, ma purtroppo non è così. Una cultura che valorizzi le persone consente di aprire la strada verso azioni concrete, per rispondere ai bisogni di chi ne è direttamente coinvolto e delle loro famiglie. Con il programma Destinazione Autonomia, avviato di recente, Fondazione Cariplo vuole trasformare questi principi in attività tangibili: il programma punta a garantire la piena realizzazione dei progetti di vita delle persone con disabilità, perché possano avere accesso alla casa, al lavoro, a occasioni di vera socializzazione. L’autonomia non può essere un privilegio riservato a pochi: è un diritto di ciascuno. L’impegno è collettivo e non più rinviabile. Campagne di comunicazione come quella di Coordown sono importanti per alimentare una condivisione di valori attorno a questi temi».
Dal 2003 Fondazione Cariplo ha sostenuto oltre 160 progetti sul tema dell’abitare (33 milioni di euro) e 35 progetti di inserimento lavorativo (5,5 milioni), permettendo a centinaia di persone di sperimentare la vita indipendente e di accedere a opportunità occupazionali concrete. Con Destinazione Autonomia si compie però un salto di scala: non più interventi puntuali, ma un ecosistema integrato che mette al centro la persona con disabilità con il suo Progetto di Vita (individuale, personalizzato, partecipato) sostenendolo con strumenti innovativi.
Destinazione Autonomia opera in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Un territorio che conta circa 500mila persone con disabilità gravi (il 4,6% della popolazione regionale e il 15,6% del totale nazionale) con livelli ancora alti di marginalità: solo il 31,3% delle persone con limitazioni gravi tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro, e il 21,7% dichiara di non avere alcuna rete di relazioni.