I risultati dello studio durato 3 anni

Nord Ovest digitale e sostenibile, ecosistema dell’innovazione

La conclusione del programma segna l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra università, imprese e territori.

Nord Ovest digitale e sostenibile, ecosistema dell’innovazione

Presentati i risultati delle attività realizzate e l’impatto generato su ricerca, imprese e territori nel corso di oltre tre anni di attività del programma Nodes (Nord Ovest Digitale e Sostenibile), l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr Next Generation EU, che ha coinvolto 33 partner tra università, centri di ricerca e attori dell’innovazione, sui territori di Piemonte, Valle d’Aosta e area occidentale della Lombardia, attraverso un investimento dedicato di circa 15 milioni di euro, e 491 nuove assunzioni durante il progetto di cui quasi la metà donne e il 67% under 35.

In particolare circa l’80% delle imprese coinvolte in Nodes riconosce l’impatto positivo del ruolo degli Atenei nei processi di innovazione delle imprese. Le attività sviluppate hanno contribuito ad aumentare la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre talenti e favorire la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico, consolidando il ruolo del Nord Ovest come uno dei principali poli italiani della ricerca e dell’innovazione. Un risultato rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico dei Proof of Concept Accademici: le soluzioni sviluppate hanno registrato un avanzamento medio di due livelli di maturità tecnologica, avvicinandosi alla fase di applicazione sul mercato. I PoC si sono anche rivelati un potente catalizzatore di nuove collaborazioni.

Un percorso che si traduce anche in nuove imprenditorialità: 10 startup e spin-off avviati, con 2 ulteriori realtà in fase di costituzione. L’impatto sulle imprese dell’Ecosistema è altrettanto significativo: il 92% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi o innovato quelli esistenti, risultato che contribuisce alla crescita e all’espansione dei mercati di riferimento già nel breve-medio termine, mentre l’89% ha introdotto innovazioni di processo, rafforzandone efficienza e competitività nel medio-lungo periodo. Inoltre, il 79% delle imprese dichiara di aver coinvolto giovani neo-laureati o alla prima esperienza professionale nelle attività di ricerca e innovazione, lasciando emergere una forte domanda di nuove competenze e una crescente apertura delle imprese verso giovani talenti.

«Lavorare su tecnologie verdi e industrie del futuro ci ha chiesto di ripensare il modo in cui un ateneo partecipa ai processi di cambiamento. Tra gli aspetti più rilevanti di questa esperienza c’è proprio la trasformazione interna: abbiamo imparato a navigare la complessità di ecosistemi articolati, riuscendo a stare nei panni di chi la ricerca la fa e di chi contribuisce a finanziarla e accompagnarla verso il mercato. E’ questa una delle sfide più interessanti che intendiamo continuare a raccogliere» ha commentato Cristina Prandi, rettrice dell’Università degli Studi di Torino;

«l’Università del Piemonte Orientale continuerà a valorizzare le competenze consolidate negli ambiti di salute, silver economy e agroindustria, rendendo stabili quelle reti con le imprese che si sono rivelate indispensabili per la crescita e la competitività del nostro sistema» ha aggiunto il rettore Menico Rizzi.

La conclusione del programma segna l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra università, imprese e territori.