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A Savona nasce la Casa di Silvia, la prima in Italia per malati di Sla

Chiunque desideri contribuire alla realizzazione de La Casa di Silvia può farlo sostenendo Aisla.

A Savona nasce la Casa di Silvia, la prima in Italia per malati di Sla

A Savona nasce «La Casa di Silvia», la prima casa in Italia dedicata alle persone con Sla e alle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo. La cerimonia della «posa della prima pietra», lo scorso 21 marzo, si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini, luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città dove tutto è iniziato 18 anni fa.

«Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare», ha detto Pino Codispoti, papà di Silvia.

Sulla spiaggia, nel primo giorno di primavera, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare. Poi, sulle note di «Primavera» di Luca Carboni, è stata posata una lastra di ardesia ligure, incisa con queste parole: «Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima». A realizzarla è stata Fazzari Marmi.
L’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle sezioni territoriali Aisla, da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci; tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

«Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti», ha spiegato Alberto Fontana, delegato del Consiglio Direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa.

Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto:

«Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti».

Chiunque desideri contribuire alla realizzazione de La Casa di Silvia può farlo sostenendo Aisla.