A quarant’anni dall’approvazione della legge che impone ai Comuni di dotarsi dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) l’Italia «è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali». Lo afferma Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’associazione sull’accessibilità, che commenta l’indagine svolta dall’associazione sul tema e aggiornata al 9 marzo.
A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4% hanno approvato un Peba con delibera di Consiglio comunale, 16 (13,6%) hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 (21,2%) sono in fase di redazione e 34 (28,8%) risultano senza Peba o con informazioni non reperibili. «Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei Peba non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta» conclude Berardo.
In Lombardia
Sette sono i capoluoghi ancora senza Piano: Bergamo, Mantova, Pavia, Como, Lodi, Sondrio e Varese.
Monza è stato il primo Comune a deliberare, nel 1989. Milano si è dotato del Peba nel 2018; Brescia nel 2010. Nel 2025 si sono aggiunti anche Cremona e Lecco. Entrando nel dettaglio, invece, di chi non ha ancora le “carte in regola”: a Bergamo il Piano è stato adottato con delibera della Giunta comunale nel 2024, ma deve ancora essere approvato dal Consiglio comunale per completare l’iter previsto dalla normativa. A Mantova e a Pavia è in corso il percorso di realizzazione. Situazioni più critiche nei comuni di Como, Lodi, Sondrio e Varese, dove non risultano informazioni: in tutti questi casi è stata presentata dall’associazione Coscioni una richiesta di accesso agli atti, ma al momento le amministrazioni non hanno fornito risposta.
In Piemonte
Nei capoluoghi del Piemonte emerge una situazione molto disomogenea, con quattro comuni capoluogo senza Piano. Alessandria si è dotata del Peba con delibera del Consiglio comunale del 2020. Anche il Comune di Asti ha adottato il proprio piano nel 2024 come Biella. Cuneo ci ha pensato nel 2022, individuando gli interventi necessari per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici cittadini.
A Novara, invece, il Peba risulta ancora in fase di realizzazione, anche se il Comune ha ricevuto nel 2023 i finanziamenti necessari per procedere alla redazione. Anche a Torino non risulta ancora approvato: il Comune aveva definito già nel 2015 le linee di indirizzo per la realizzazione del piano, individuando le risorse economiche necessarie nel 2020; tra il 2021 e il 2023, sono state presentate ulteriori mozioni e interpellanze per conoscere lo stato di avanzamento del piano. Sul sito del Comune è disponibile una scheda informativa sulla città accessibile, aggiornata a ottobre 2025, nella quale si segnala che dal 2015 è stata effettuata una mappatura di circa 750 servizi comunali aperti al pubblico, analizzando criticità e percorsi prioritari attorno agli edifici di maggiore interesse pubblico. Tuttavia, nella sezione della cartografia comunale dedicata ai Peba non risultano documenti pubblicati. A Verbania, invece, non sono disponibili informazioni sul Peba né sul sito istituzionale né nella sezione Amministrazione trasparente: è stata presentata una richiesta di accesso agli atti, ma il Comune non ha fornito risposta. A Vercelli, l’amministrazione ha indicato di aver definito criteri per l’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno del Regolamento edilizio comunale, ma niente Peba.
In Liguria
La Liguria è la regione del Nordovest con la situazione più critica: solo Imperia ha approvato in Consiglio comunale il Peba nel 2015. Genova lo ha adottato con delibera di Giunta nel 2021 ma non lo ha approvato ancora in Consiglio. La Spezia che ha approvato in Giunta nel 2024 solo le linee di indirizzo. Savona ha solo provveduto a individuare il responsabile della realizzazione del Piano.