Con oltre 466,2 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, nel 2024 l’Italia segna un nuovo picco assoluto per il settore turistico. Rispetto al 2023, aumentano del 4,5% gli arrivi (+6 milioni) e del 4,2% le presenze (+19 milioni). L’aumento assoluto più significativo dei flussi si registra nel Lazio (+6 milioni di presenze rispetto al 2023) ma segue la Lombardia (+3 milioni); non solo: con circa 14,1 milioni di presenze nel 2024, Milano supera Venezia e si posiziona al secondo posto nella graduatoria delle principali destinazioni turistiche del Paese (al primo posto resta stabile Roma).
Sono questi alcuni dei dati del report Istat sui flussi turistici 2024, appena pubblicato, che racconta come la presenza straniera sia cresciuta, soprattutto al Centro Nord, con la Lombardia terza per incidenza (64,8%).
Il Nordest si conferma la principale area di attrazione turistica con 181,1 milioni di presenze (38,8% del totale nazionale; +2,7% rispetto al 2023), seguito dal Centro con 115,2 milioni (24,7%; +5,9%) e dal Nordovest con 79,4 milioni (17%; +4,4%): la crescita è trainata dalla Lombardia (+8%) con 45,1 milioni di presenze, pari a oltre la metà del totale della ripartizione, mentre rimangono stabili Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Il Sud totalizza 57,6 milioni di presenze (12,3%; +3,8%) e le Isole raggiungono 33 milioni di presenze (7,1%), registrando la crescita maggiore tra tutte le ripartizioni: +7,5 rispetto al 2023.
Nei primi 50 Comuni italiani per numero di presenze, localizzati per la maggior parte nel Nord Italia, si concentrano 197,4 milioni di pernottamenti, pari al 42,3% del totale nazionale e queste destinazioni attraggono oltre la metà (50,8%) delle presenze dei turisti stranieri.
Ma da dove provengono queste presenze?
L’analisi provinciale delle presenze straniere nel 2024 per Paese di provenienza dei turisti evidenzia un mercato polarizzato su tre direttrici: il Nord a prevalenza tedesca e mitteleuropea, il Centro dominato dai mercati anglofoni e il Mezzogiorno con una domanda in cui si combinano flussi europei e oltreoceano. Nel dettaglio, al Nord emerge con evidenza la prevalenza di flussi turistici dalla Germania, che rappresenta la principale provenienza in un ampio numero di province alpine, prealpine e costiere dell’Alto Adriatico, lungo tutto l’arco alpino settentrionale, dal Trentino-Alto Adige al Friuli-Venezia Giulia, estendendosi anche a parte della Lombardia e del Veneto. Inoltre, si distinguono anche le presenze dei turisti provenienti dalla Svizzera e Lichtenstein nelle province piemontesi di Cuneo e Asti e dall’Austria in quelle frontaliere del Friuli-Venezia Giulia; la Francia compare come principale mercato in alcune province del Nordovest, nella bassa Liguria (La Spezia), nell’alto Piemonte (Torino, Vercelli e Biella) e in Brianza, mentre il Regno Unito, risulta prevalente in Valle d’Aosta.
I turisti provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Corea del Sud si orientano prevalentemente su destinazioni turistiche urbane come Roma, Venezia, Milano e Firenze. Per i mercati dell’Europa occidentale, come Francia, Regno Unito e Spagna, la graduatoria mostra una combinazione di grandi città e mete culturali di rilievo, con Roma e Venezia costantemente ai vertici, seguite da Milano e Firenze.
L’Istat diffonde, per la prima volta, i dati riguardanti le presenze turistiche negli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale, ossia l’attività ricettiva in case e appartamenti dati in affitto da privati per periodi brevi e per finalità turistiche: sono quasi 317mila e hanno una capacità complessiva di circa 1,5 milioni di posti letto; hanno registrato 9,6 milioni di arrivi e oltre 39 milioni di presenze. A livello territoriale, quasi un terzo delle presenze si concentra nel Centro (12,9 milioni, pari al 33,1%), il 27% nel Nordovest (10,6 milioni) e il 21,9% nelle Isole (8,5). Il Nordest e il Sud hanno invece quote inferiori al 10%.