Il focus di Save the Children

Minori segnalati per rapina ed estorsione in calo in Piemonte

Il dato del primo semestre 2025 (2.364) conferma il trend in aumento, con un’incidenza maggiore in Emilia-Romagna (3,06 ogni mille abitanti), Lombardia (1,7 ogni mille), Liguria (1,44 ogni mille) e Toscana (1,38 ogni mille). Sempre nel primo semestre 2025, tra le città metropolitane spiccano: Milano (294 minorenni denunciati o arrestati), Roma (124), Bologna (103) e Torino (85). Sono 4.653, invece, i minori denunciati o arrestati a livello nazionale per lesioni personali (di cui 592 ragazze), quasi il doppio rispetto a dieci anni prima, in crescita costante in tutte le regioni, come indicano anche i 2.425 casi del primo semestre 2025.

Minori segnalati per rapina ed estorsione in calo in Piemonte

Il rapporto «(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà», realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS e diffuso di recente, fa emergere un quadro frastagliato che da un lato fotografa i cambiamenti nell’intensità e nelle modalità della violenza agita dagli adolescenti, da soli o in gruppo, dall’altro segnala l’aumento della permanenza prolungata dei minori nel sistema penale di giustizia minorile. Il dato del primo semestre 2025 (2.364) conferma il trend in aumento, con un’incidenza maggiore in Emilia-Romagna (3,06 ogni mille abitanti), Lombardia (1,7 ogni mille), Liguria (1,44 ogni mille) e Toscana (1,38 ogni mille). Sempre nel primo semestre 2025, tra le città metropolitane spiccano: Milano (294 minorenni denunciati o arrestati), Roma (124), Bologna (103) e Torino (85). Sono 4.653, invece, i minori denunciati o arrestati a livello nazionale per lesioni personali (di cui 592 ragazze), quasi il doppio rispetto a dieci anni prima, in crescita costante in tutte le regioni, come indicano anche i 2.425 casi del primo semestre 2025. L’incidenza maggiore in Friuli-Venezia Giulia (2 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni), Emilia-Romagna (1,89 ogni mille) e Valle d’Aosta (1,63 ogni mille) e, tra le città metropolitane, sempre nel 1° semestre 2025, Milano (129 minorenni denunciati o arrestati), Roma (75), Torino (83) e Bologna e Napoli (73). I minorenni denunciati o arrestati a livello nazionale per rissa registrano un aumento che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni, di cui 955 ragazzi, con un’incidenza maggiore in Molise (1,21 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni). Nel primo semestre 2025 sono 507 i minorenni segnalati, in linea con l’anno precedente. Le città metropolitane più coinvolte nello stesso periodo sono: Milano (33 minorenni segnalati), Genova (32) e Palermo (31).
A Torino, i minori segnalati per porto d’armi improprie sono stati 82 nel 2024 (51 nel primo semestre 2025), in crescita rispetto al 2014 quando erano 63; 185 per rapina (85 nel primo semestre 2025), in diminuzione (206 nel 2014); 138 per lesioni personali (83 nel primo semestre 2025), in crescita rispetto al 2014 quando erano 129; 12 per rissa (6 nel primo semestre 2025), in aumento (erano 3 nel 2014); 61 per minaccia (28, erano 34); 4 per omicidio (erano 3 nel 2014); 10 per estorsione (7 nel primo semestre 2025), in lieve calo rispetto al 2014, quando sono stati 13. In Piemonte tra il 2014 e il 2024 è diminuita l’incidenza di minori segnalati per il reato di estorsione (-0,05 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni), associazione a delinquere (-0,02 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e rapina (-0,39 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni), il calo più significativo insieme al Lazio (-0,54 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) mentre è cresciuta l’incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,4 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni). Nella regione, l’incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per estorsione è di 0,08 ogni mille abitanti nella stessa fascia d’età, per rapina 1,01 ogni mille, per omicidio 0,02 ogni mille, per lesioni personali 0,97 ogni mille, per porto d’armi 0,48 ogni mille, per minaccia 0,46 ogni mille e per rissa 0,09 ogni mille.
«Puntare su punizioni e misure repressive può sembrare una risposta immediata, ma non funziona. La violenza giovanile nasce spesso in un vuoto educativo e sociale: è lì che bisogna intervenire. Prevenire significa investire in contesti che offrano ai ragazzi opportunità, ascolto, relazioni rispettose e alternative positive. Serve sostenere le famiglie» spiega Giorgia D’Errico, direttrice relazioni istituzionali Save the Children.