I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Quando il corpo cambia e non ci si riconosce più

*mental coach e giornalista.

Quando il corpo cambia e non ci si riconosce più

di Vassiliki Tziveli*

C’è un momento nella vita in cui qualcosa cambia dentro di noi quasi senza accorgercene. Non è sempre un cambiamento improvviso. A volte è lento, silenzioso, fatto di piccoli segnali dove le energie non sono più le stesse, le forme si trasformano, i ritmi si modificano ed è proprio in questi passaggi che molte persone iniziano a sentirsi estranee a sé stesse, come se l’immagine riflessa non fosse più quella di prima.
Viviamo in una società che celebra la giovinezza, la performance, l’immagine e dove l’aspetto esteriore viene spesso raccontato come qualcosa da mantenere perfetto, efficiente, controllato, immutabile. Quando inevitabilmente cambia, invece di leggerlo come un processo naturale della vita, lo viviamo come una perdita, come un errore da correggere. Nasce così una distanza interiore in cui da una parte c’è l’immagine che abbiamo di noi stessi, dall’altra il corpo reale che si trasforma.
Questo può accadere in diversi momenti della vita: con l’avanzare dell’età, dopo una maternità, durante cambiamenti ormonali, dopo periodi di forte stress o trasformazioni fisiche importanti. Il risultato è spesso una sensazione sottile ma potente: quella di non sentirsi più a casa dentro di sé. Davanti allo specchio lo sguardo diventa critico, il confronto con il passato si fa più insistente e si ha l’impressione di aver perso qualcosa.
Eppure non è solo una questione estetica. L’aspetto esteriore è il luogo in cui abita la nostra identità e quando cambia può emergere la percezione di perdere familiarità con sé stessi. Ogni trasformazione racconta anche una fase della vita, una storia che si è attraversata.
Il problema nasce quando continuiamo a misurarci con un’idea di noi stessi che appartiene al passato, senza concederci il tempo di riconoscere chi siamo oggi. Accettare il cambiamento non significa rinunciare a prendersi cura di sé, piuttosto iniziare a farlo con uno sguardo diverso, meno giudicante e più consapevole. Vuol dire imparare ad ascoltare i nuovi bisogni, rispettare i propri ritmi e rivedere alcune aspettative.
Spesso il passaggio più importante è proprio quello interiore: smettere di cercare di tornare a una versione precedente di sé e iniziare a costruire una nuova alleanza con sé stessi. Questo richiede tempo, pazienza e un cambio di prospettiva. Il corpo non è un nemico da controllare, ma un compagno di viaggio che evolve insieme a noi e quando riusciamo a guardarlo con rispetto e curiosità, invece che con giudizio, possiamo scoprire che dentro ogni trasformazione esiste anche una possibilità di crescita.
Il vero equilibrio non sta nel restare sempre uguali, ma nel riconoscersi anche quando cambiamo, perché la nostra identità non è racchiusa in una forma immobile ed è qualcosa che si trasforma, proprio come il corpo che ci accompagna lungo tutto il percorso della vita.

*mental coach e giornalista