di Stefano Ribaldi
Non si può dire di aver visto Budapest senza essersi recati in quello che è il suo simbolo, la definizione del suo skyline, il luogo che racchiude nei secoli storia e bellezza della capitale ungherese: stiamo parlando del Castello di Buda, noto anche come Palazzo Reale perché fu residenza dei re d’Ungheria. Arroccato in cima alla collina, domina la città e rappresenta un polo d’arte e cultura e nello stesso tempo una metafora delle vicissitudini del popolo magiaro oltre a un prodigio architettonico inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco.
L’ideale per visitare il castello è avvicinarsi cogliendo man mano il ricco patrimonio che il contesto urbano ci offre. Il quartiere di Buda, infatti, è probabilmente il più seducente e famoso della capitale, con celebri monumenti e un’invidiabile concentrazione di attrazioni. Qui potrete ammirare la cosiddetta “Trevi dell’Ungheria”, cioè la barocca Fontana di Mattia, oppure l’elegante Maneggio Reale, che oggi ospita eventi culturali.
Aggiungete le atmosfere d’altri tempi delle stradine acciottolate, l’originale funicolare che collega il Castello alle sponde del Danubio, in alternativa alla camminata tramite il Ponte delle Catene, e gli eccellenti ristoranti della pianeggiante Víziváros, che compone il quartiere insieme a Várhegy, cioè la Collina del Castello.
Si può comprendere come mai il viaggiatore curioso si perda estasiato alla scoperta di questa parte della città. ll Castello di Buda fu costruito nel Duecento, quando il re Béla IV spostò la capitale da Esztergom a Buda, ma nel corso dei successivi secoli fu distrutto diverse volte, e altrettante volte ricostruito: oggi è la testimonianza vivente di una storia fatta pietra su pietra, arco su arco recando in sé i segni dei vari stili e delle varie epoche che si sono succedute. Il palazzo è sede della Galleria Nazionale Ungherese, del Museo del Castello e della Biblioteca Nazionale Széchényi. La facciata mostra tutta la sua imponenza: lunga 304 metri e suddivisa in due ali, divise a loro volta da una cupola centrale. L’accesso al palazzo non è da meno: la magnifica Porta degli Asburgo immette alla terrazza anteriore del Palazzo Reale. Le due scalinate sono simmetriche: quella orientale è una postazione perfetta per immortalare lo skyline di Pest. Da non perdere la scultura bronzea raffigurante il Turul, l’uccello totemico e simbolo nazionale degli antichi magiari simile a un falco, posto in cima a una colonna con le ali spiegate e una spada tra gli artigli. Sul piedistallo è raffigurato lo stemma storico dell’Ungheria.
Il ritorno da Buda verso Pest di sera è incantevole e romantico. Le luci la illuminano come si fosse il Natale e si attraversa a piedi il Ponte delle Catene o il Ponte della Libertà, con i loro archi luccicanti, trovandosi di fronte i palazzi di Pest: il Parlamento e la cupola della Basilica di Santo Stefano tutti radiosi mentre alle spalle splende Buda con il suo castello, le torri e la terrazza del Bastione dei Pescatori. Un’esperienza che al tramonto assume un’aurea favolistica per un tempo che fu e che ci restituisce tutta la sua imperiale eleganza che però appare sempre ben disponibile ad accogliere il futuro che verrà.