Il caso

In Piemonte cala il consumo di antibiotici ma meno rispetto al resto d’Europa

Decisamente migliori i risultati raggiunti in ambito medico-veterinario, con una riduzione dell’uso di antibiotici fino al 70% e un sistema di supervisione che, insieme a quello adottato da altre regioni, ha fatto diventare l’Italia un modello a livello europeo.

In Piemonte cala il consumo di antibiotici ma meno rispetto al resto d’Europa

Il consumo di antibiotici in Piemonte negli ultimi anni è calato, ma i dati collocano la regione ancora indietro rispetto al resto dell’Europa. Nel 2022-23, l’uso in ambito umano ha registrato una diminuzione del 10% per i fluorochinoloni e del 3% per l’amoxicillina con acido clavulanico. Decisamente migliori i risultati raggiunti in ambito medico-veterinario, con una riduzione dell’uso di antibiotici fino al 70% e un sistema di supervisione che, insieme a quello adottato da altre regioni, ha fatto diventare l’Italia un modello a livello europeo. Sempre nello stesso periodo, la prevalenza di pazienti con infezioni correlate all’assistenza in ospedali per acuti, si attesta intorno all’8%: su 400mila ricoveri in Piemonte, sono 32mila i pazienti che vanno incontro a infezioni, con differenze che variano in base alla tipologia di paziente e alle procedure più o meno invasive in atto. Un dato in linea con quello nazionale, mentre è leggermente migliore la situazione nelle Rsa, con l’1,4% rispetto al 2,6% di media nazionale e lo sviluppo di forme infettive meno pesanti, ma in un contesto più difficile da monitorare.