L'indagine

Nel Nordovest l’auto green non parte

I tassi di motorizzazione, inoltre, tendono a essere più bassi nelle città, dove la popolazione è più concentrata: la media dei 112 comuni capoluogo è di 651 auto ogni 1.000 abitanti e quella dei capoluoghi di città metropolitana è ancora inferiore (612).

Nel Nordovest l’auto green non parte

Continua a crescere il tasso di motorizzazione, ma al Nordovest ci sono meno auto rispetto al resto d’Italia. Lo dicono i dati Istat.

Nel Nordovest l’auto green non parte secondo i dati dell’Istat

Nel 2024, infatti, l’Italia si conferma al primo posto nell’Unione europea per il tasso di motorizzazione (701 auto per 1.000 abitanti; 578 la media UE); un tasso che continua a crescere (+4,5% dal 2020) e non accenna a stabilizzarsi come invece succede nelle altre maggiori economie dell’Unione (+1,7% in Germania, +1,9% in Francia, -0,9% in Spagna).
I tassi di motorizzazione, inoltre, tendono a essere più bassi nelle città, dove la popolazione è più concentrata: la media dei 112 comuni capoluogo è di 651 auto ogni 1.000 abitanti e quella dei capoluoghi di città metropolitana è ancora inferiore (612). Differenze significative si osservano anche tra le ripartizioni geografiche, con valori più bassi al Nord e più alti nel Mezzogiorno: da 594 auto ogni 1.000 abitanti nei capoluoghi del Nordovest a 723 in quelli delle Isole. Un confronto con la distribuzione dell’offerta di trasporto pubblico locale suggerisce che tassi di motorizzazione più bassi possano essere collegati a un’offerta di servizio più abbondante, come è quella disponibile nei capoluoghi metropolitani rispetto ai capoluoghi di provincia (6.695 posti-km per abitante contro 2.318 nel 2023), o nei capoluoghi del Nordovest (7.590 posti-km/abitanti) rispetto a quelli del Nordest (3.781), del Centro (5.170), del Sud (2.120) e delle Isole (2.027).
Rispetto all’anno precedente, per l’insieme dei capoluoghi, si registra un tasso di motorizzazione in aumento dello 0,8%, in linea con l’incremento osservato a livello nazionale (+1,0%); aumenta di oltre lo 0,5% in 74 città (tra cui Torino, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Reggio di Calabria, Palermo, Messina e Catania) e diminuisce di oltre lo 0,5% soltanto in tre, Genova, Milano e Monza. Gli aumenti più consistenti si osservano tra i capoluoghi del Nordest (+1,1%) e del Sud (+1,2%).
Per la prima volta, comunque, si ferma la crescita dei veicoli a combustibili fossili, anche se rappresentano ancora più del 90% del parco veicolare. Il potenziale inquinante delle auto è ancora alto: nel 2024, il valore nazionale è 109,9 (era 136 nel 2019) e scende per la prima volta sotto quota 100 nel Nordest (97,4). Sono prossimi a quota 100 (cioè all’equilibrio numerico tra le auto ad alto e basso potenziale inquinante) anche i valori del Nordovest e del Centro, mentre ne restano ancora lontani quelli del Mezzogiorno.
Meno di un’auto su cinque è a basse emissioni, crescono soprattutto le ibride: le città con più auto ibride o elettriche (tra il 13 e il 15%) sono Torino, Varese, Como, Milano, Monza e Bologna mentre la quota di auto diesel è sensibilmente più bassa nei capoluoghi del Centro-Nord (con minimo del 27% nel Nordovest, contro quote intorno al 40% nel Mezzogiorno) e nelle grandi città.
Nel complesso, vi è un basso ricambio del parco veicolare: due auto su tre hanno almeno 8 anni, anche se la differenza territoriale è marcata: al Nord hanno in media tre anni.
Un indicatore rilevante per l’analisi della pressione del traffico nelle aree urbane è la densità veicolare, cioè il numero di veicoli per unità di superficie. Nel 2024, si contano 2.788 veicoli per kmq di superficie urbanizzata in Italia e 3.990 nell’insieme dei comuni capoluogo e su questo indicatore le notizie per Nordovest non sono delle migliori: il valore aggregato dei capoluoghi delle nostre regioni è molto superiore a quello del Nordest (4.687 veicoli/kmq contro 3.084) ed è più prossimo ai valori del Sud e delle Isole (4.443 e 4.821).