Sottofinanziata, con un investimento pro capite tra i più bassi in Europa, personale inferiore di quasi il 30% rispetto agli standard, numero di posti letto ospedalieri per ricoveri psichiatrici acuti tra i più bassi al mondo (0,1 per 1.000 abitanti, contro la media Ocse di 0,64 per 1.000), e forti divari nell’erogazione dei servizi tra le varie regioni (con condizioni peggiori al Sud): la rete dei Servizi di Salute Mentale in Italia presenta forti criticità che sono evidenziate nel terzo rapporto del Gruppo di Lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il costo pro-capite è scarsamente variato negli anni se si considerano gli estremi dell’intero intervallo temporale (-2.6% nel 2023 rispetto al 2015). Nel 2023 si attesta su 71,9 euro a persona, un costo paragonabile, sebbene al ribasso, a quello del 2015 di 73,8 euro a persona. Un costo pro capite diminuito nel tempo per la Lombardia del 16%, in ascesa per la Liguria (+18%); stabile il Piemonte. Il valore nazionale del personale del DSM va da 58,3 per 100mila nell’anno 2015 a 58,2 per 100mila nel 2023, con le Regioni del Nord che si collocano in un range di valori più elevati rispetto al Centro e al Sud Italia e Isole: a eccezione del Piemonte (39,6), tutte si collocano al di sopra del dato nazionale; Lombardia 65,6, Liguria 83,4. Nel 2023 rispetto al 2022, la percentuale di popolazione che ha almeno una visita durante l’anno, è aumentata del 10% e, rispetto al 2020, del 18%, arrivando a 169,5 pazienti per 100mila abitanti. Una criticità perdurante nei servizi specialistici di salute mentale è rappresentata dal fatto che essi assistono all’incirca l’1,6-1,7% della popolazione (prevalenza trattata), a fronte di un numero fino a quasi 10 volte superiore di persone che ogni anno soffrono di disturbi mentali. A questo si aggiunge l’ulteriore criticità rappresentata dalla variabilità geografica, per cui, nel complesso, il Centro e il Sud Italia mostrano negli anni tassi di prevalenza trattata più bassi rispetto a quelli del Nord.
Anche il numero delle strutture territoriali psichiatriche pubbliche è stabile: 1,7 ogni 100mila abitanti in Lombardia, 1,8 in Liguria e 2,1 in Piemonte. Se si considerano anche le private, si sale a 3,3 per la Lombardia, 5,2 per la Liguria e addirittura 7,5 per il Piemonte. Le strutture semiresidenziali psichiatriche pubbliche e private sono 1,2 ogni 100mila in Liguria e Piemonte, 1,7 in Lombardia. I posti letto, dunque, in strutture residenziali psichiatriche pubbliche e private, sono 4,9 ogni 10mila abitanti in Lombardia, 7,9 in Piemonte e 15,9 in Liguria che mostra al contempo il numero maggiore di posti letto e il minor numero di utenti trattati con antipsicotici. L’andamento nazionale nel tempo del tasso di utenti trattati con antipsicotici in regime convenzionato appare in crescita lineare (dal 2015 al 2023: + 63%) e connotata geograficamente, con valori più bassi nelle Regioni del Nord e del Centro Italia e valori più alti nelle Regioni del Sud e nelle Isole. I giorni di degenza medi sono 9 in Liguria, 11,9 in Lombardia e 13,9 in Piemonte. I pazienti che hanno ricevuto una visita psichiatrica entro 14 giorni dalla dimissione sono (per 100 dimessi) 32,5 in Liguria, 41,8 in Piemonte e 47,4 in Lombardia.
L’andamento nazionale degli accessi in pronto soccorso con diagnosi psichiatrica è scarsamente o modestamente variabile negli anni, fatta eccezione per una sostanziale decrescita nel 2020 rispetto all’anno precedente del 35%, cui segue una lenta progressiva risalita con un incremento, infine, del 37% nel 2023 rispetto al 2020: Lombardia, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano costantemente al di sopra.