Inchiesta sulla parità di genere

Quote rosa al comando: l’indagine sulle donne manager

«La crescita delle donne manager - dice Marco Ballaré, presidente di Manageritalia - non è solo un segnale positivo sul piano dell’equità, ma un indicatore concreto di evoluzione del nostro sistema produttivo. I numeri dimostrano che la managerialità femminile sta contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese, soprattutto nei settori più dinamici. Ora è fondamentale consolidare questo trend, investendo su competenze, merito e ricambio generazionale, perché una leadership più inclusiva significa aziende più competitive e un Paese più forte».

Quote rosa al comando: l’indagine sulle donne manager

Crescono ovunque le donne manager. Secondo una ricerca condotta da Manageritalia sui dati rilasciati dall’Inps e riguardanti il settore dei manager di imprese private, le quote rosa nelle posizioni di comando aziendale aumentano dappertutto. Aumentano in generale le posizioni di comando, ma nella proporzione sono di più quelle femminili. Se la crescita del numero totale è, infatti, del 2,6% rispetto all’anno precedente, scendendo nel dettaglio della divisione di genere, si nota come le donne manager nel 2024 rispetto al 2023 siano cresciute del 6,2%, contro l’1,5% del corrispettivo maschile.

La situazione in Lombardia

Analizzando i dati regionali, emerge come nella regione più popolosa d’Italia le donne manager siano aumentate dal 2023 al 2024 del 6,8%. Nel 2024 in Lombardia le donne manager evidenziate dai dati dell’Inps elaborati da Manageritalia sono state 14.795 (contro 44.901 maschi). Dal 2008 al 2024 la variazione percentuale ha visto un aumento del 129,3%.

La situazione in Piemonte

Nella regione subalpina, invece, nel 2024 le donne manager sono state 10.379, il 19% del totale regionale. L’aumento rispetto all’anno precedente è stato dell’1,2% (ma si segnala una diminuzione del numero totale di manager del 2%), mentre dal 2008 al 2024 l’incremento di donne manager piemontesi è stato del 71,5%.

La situazione in Liguria

Nell’unica regione costiera dei nostri territori di competenza, infine, le donne manager nel 2024 sono state 455, il 16,36% del totale delle poltrone di comando delle aziende private in regione. La differenza rispetto al 2023 è stata del +3,9% e rispetto al 2008 l’andamento è decisamente positivo come nelle altre regioni, segnando un +69,1%.

La crescita nazionale

Dal 2008 al 2024 in tutta Italia la media di crescita delle donne dirigenti è stata del +114%. Nel 2024 le donne che occupano posizioni di vertice nel nostro Paese sono il 22,7% del totale (nel 2023 erano il 21,9% e 21,4% nel 2022). Il settore in cui si registrano le maggiori presenze di quote rosa è quello del terziario (25,8%), mentre nell’industria si fermano al 16,5%.

«L’8 marzo – commenta Cristina Mezzanotte, Coordinatrice area DEIA di Manageritalia – è l’occasione per valorizzare un cambiamento concreto: le donne manager non solo crescono in numero, ma stanno contribuendo in modo determinante all’evoluzione qualitativa della classe dirigente del Paese. Abbiamo bisogno del lavoro delle donne e le aziende sono più consapevoli che non possono rinunciare ai loro talenti e le più illuminate stanno attuando dei sistemi di welfare che consentano alle persone di poter continuare la propria carriera senza rinunciare alla genitorialità. Le nuove generazioni di manager chiedono lo stesso periodo di congedo a entrambi i genitori. Insomma, qualcosa sta cambiando. Con l’attuazione della Normativa 2023/970 i manager avranno la responsabilità in azienda della trasparenza retributiva: pari lavoro pari retribuzione. Le aziende dovranno fornire informazioni chiare sulla retribuzione iniziale nelle offerte di lavoro. Se i dati evidenzieranno un divario retributivo di genere superiore al 5% non giustificato, l’azienda dovrà intervenire con le rappresentanze sindacali (i dati indicano che le Donne nell’EU guadagnano in media il 13% in meno dei colleghi uomini)».

Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia

«la crescita delle donne manager non è solo un segnale positivo sul piano dell’equità, ma un indicatore concreto di evoluzione del nostro sistema produttivo. I numeri dimostrano che la managerialità femminile sta contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese, soprattutto nei settori più dinamici. Ora è fondamentale consolidare questo trend, investendo su competenze, merito e ricambio generazionale, perché una leadership più inclusiva significa aziende più competitive e un Paese più forte».