L'approfondimento

I dipendenti comunali sono sempre meno, soprattutto nei paesi

La ricerca dell’Anci svela come più i paesi sono piccoli e maggiore è il problema.

I dipendenti comunali sono sempre meno, soprattutto nei paesi

Quanti sono i dipendenti assunti a tempo indeterminato nei piccoli Comuni? E’ la domanda di base dalla quale parte un approfondimento realizzato dall’Anci (associazione nazionale comuni italiani) che ha spacchettato tutti i numeri raccolti dal ministero dell’interno sulla forza lavoro nelle disponibilità delle amministrazioni dei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti. Al 31 dicembre 2024 risultava essere la Lombardia la regione con il numero più alto di dipendenti assunti a tempo indeterminato nei piccoli Comuni, con 7.362 persone. Il secondo gradino del podio della classifica regionale è occupato dalla Sicilia, con 6.812 persone, mentre la medaglia di bronzo di questa specialissima gara è assegnata di diritto al Piemonte, con 5.069 dipendenti si piazza sul terzo gradino del podio. Le Regioni del Nordovest sono quindi protagoniste di questa particolare ricerca messa a punto dall’Anci e presentata qualche settimana fa alla Nuvola di Roma, nel corso degli Stati generali dei piccoli Comuni.

Nell’ultimo decennio si registra un calo generalizzato

La cosa che colpisce di più però, mettendo insieme tutti i dati delle regioni italiane raccolti dall’Anci, è il drastico calo di dipendenti che i piccoli Comuni hanno subito. Rimanendo nei territori de Nordovest infatti si nota come dal 2013 al 2024 sia stato in Valle d’Aosta il calo maggiore, con il 21,4% di personale in meno (da 1.091 a 897 unità), seguita dal 21% del Piemonte (da 6.420 del 2013 a 5.069 del 2024), dal -15,6% della Liguria (da 1.932 a 1.631) per finire con il -15.5% della Lombardia (da 8.716 a 7.362). L’unica regione italiana ad essere in controtendenza è la Sicilia, e il dato non è indifferente: mentre le altre realtà perdono quote consistenti, la regione del Mezzogiorno guadagna il 30% in più nel decennio preso in considerazione.

I dipendenti a tempo determinato

Non aiuta la realtà generale la quota di personale assunta a tempo determinato. Posizioni provvisorie in attesa di una contrattualizzazione diversa, oppure semplicemente collaborazioni temporanee per necessità straordinarie dell’ente locale in cui sono chiamate a prestare servizio, la ricerca dell’Anci svela anche questa realtà. Nei piccoli Comuni delle regioni del Nordovest i dipendenti a tempo determinato sono il 4,9% del totale in Lombardia, il 3,3% in Piemonte, lo 0,9% in Valle d’Aosta e il 4.1% in Liguria. La regione con la quota più alta (al 31 dicembre 2024) è quella delle Marche, dove il persona a termine nei Comuni fino a 5.000 abitanti supera il 30% del totale del personale comunale.

I vincoli al Turn over e al contenimento della spesa

La riduzione del personale dipendente dei Comuni avviene prevalentemente nel periodo tra il 2013 e il 2018, «fase in cui i vincoli al turn over e le politiche di contenimento della spesa hanno inciso in modo significativo sugli organici comunali. Negli anni successivi il numero dei dipendenti si stabilizza, ma su livelli strutturalmente ridotti, che continuano a rappresentare un limite per la continuità amministrativa e la capacità organizzativa degli enti», specificano gli esperti dell’Anci nel rapporto.

La riduzione maggiore nei comuni più piccoli

L’indagine dell’Anci fa luce anche su un tren preoccupante: la riduzione maggioredi personale si è registrata nei Comuni più piccoli.

«All’interno del perimetro dei piccoli comuni, infatti, le riduzioni più consistenti – così nel report – si concentrano nelle classi demografiche più basse. I comuni fino a 1.000 abitanti registrano una perdita di personale pari al –19,0%, mentre quelli compresi tra 1.000 e 2.000 abitanti segnano un calo del –15,9%. Nelle fasce demografiche successive (2.000–3.000 e 3.000–5.000 abitanti) la contrazione appare più contenuta, ma resta comunque significativa, oscillando intorno all’11–12%. Nel complesso, questi dati indicano che la riduzione degli organici colpisce in modo particolarmente intenso i comuni più piccoli, proprio quelli che dispongono di margini organizzativi più limitati e in cui ogni singola unità di personale svolge un ruolo essenziale per il funzionamento dell’ente».