L'Osservatorio Territoriale Infrastrutture

In Lombardia le opere non decollano

Concluso il collegamento ferroviario tra Malpensa terminal 2 e Gallarate Ma i ritardi su alcuni manufatti inseriti nel Pnrr ne fanno slittare l’utilizzo.

In Lombardia le opere non decollano

Nel 2025 la Lombardia è stata interessata da 30 interventi infrastrutturali, pari al 36% degli 84 interventi prioritari monitorati dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture del Nord Italia: la buona notizia è che sono diminuiti gli interventi in grave ritardo o fermi, ma quella meno buona è il rallentamento generale rispetto al 2024.

La difficoltà dei cantieri per le nuove opere in Lombardia nel rapporto dell’OTI nel Nord Italia

Dei 30 cantieri monitorati, 8 sono proseguiti secondo i programmi (ferrovia AV/AC Brescia Verona, velocizzazione ferrovia Milano-Genova, adeguamento ferrovia Luino-Gallarate, adeguamento ferrovia Luino-Novara, porto fluviale Mantova Valdaro, centro intermodale Milano Smistamento, scalo merci di Brescia), 15 con qualche rallentamento (potenziamento ferrovia Rho-Gallarate, raddoppio ferrovia Codogno-Cremona-Mantova, quadruplicamento ferrovia Milano-Pavia, quadruplicamento ferrovia Tortona-Voghera, potenziamento ferrovia Chiasso-Seregno, raddoppio ferrovia Seregno-Bergamo, potenziamento ferrovia Milano-Asso, linea M5 Milano-Monza, potenziamento aeroporto di Brescia, Pedemontana Lombarda, strada Vigevano-Malpensa, variante SP 103 Cassanese, potenziamento SP415 Paullese, raccordo autostradale Valtrompia/A4, collegamento stradale Lecco-Bergamo) e 7 sono in grave ritardo/fermi (quadruplicamento ferrovia Pavia-Voghera, raddoppio Laveno-Luino e Milano-Mortara, linea M4 Milano-Segrate, linea M1 Sesto San Giovanni-Monza, metrotranvia Cologno Nord-Vimercate, variante stradale Gallarate-Vanzaghello).
E’ stato concluso il collegamento ferroviario Malpensa terminal 2-Gallarate ma i ritardi accumulati su alcune opere inserite nel Pnrr non ne consentiranno il completamento entro il 2026 (ferrovie Milano-Pieve Emanuele e Piadena-Mantova e prime fasi ferrovie Rho-Parabiago e Tortona-Voghera).
In questo scenario, quali sono dunque le opportunità per i prossimi 10 anni? La Lombardia sta iniziando a beneficiare dei potenziamenti infrastrutturali in corso e sempre più ne beneficerà nei prossimi anni. Nel 2026, l’apertura dell’alta velocità Brescia-Verona e l’ampliamento del centro intermodale di Milano Smistamento lungo il corridoio Mediterraneo apriranno a nuove opportunità per efficientare il trasporto ferroviario delle merci dalla Lombardia verso i mercati del Nord e dell’Est Europa attraverso la connessione del Corridoio Mediterraneo al Corridoio Baltico-Adriatico a Verona. Pensando al 2030, il miglioramento delle connessioni ferroviarie al tunnel del Gottardo e la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi di collegamento ai porti liguri favoriranno l’accessibilità del nostro sistema produttivo all’Europa Centrale e al resto del mondo attraverso il Corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo. Allo stesso modo la Pedemontana Lombarda consentirà di sgravare il nodo milanese di parte dei traffici stradali, efficientando anche il Corridoio Mediterraneo. I cronoprogrammi 2031-2035 prevedono il completamento della Torino-Lione che favorirà le connessioni delle imprese lombarde con i mercati dell’Europa occidentale, mentre la conclusione dei potenziamenti ferroviari e autostradali dalla Lombardia verso Trieste faciliterà l’accesso ai porti dell’Alto Adriatico aprendo a un’alternativa competitiva al sistema portuale ligure. Il completamento di diversi interventi ferroviari e metropolitani del nodo milanese migliorerà poi l’efficienza dell’intero sistema dei trasporti lombardo.
Confindustria Lombardia non ignora, però, le criticità che derivano dalla lettura del rapporto Oti: i cantieri sulle attuali infrastrutture stradali dei valichi alpini e appenninici e l’elevato livello di congestionamento del nodo milanese stanno creando alla mobilità delle merci disagi importanti con ricadute economiche che oggi penalizzano il sistema produttivo lombardo. E’ quindi fondamentale realizzare la seconda canna del tunnel stradale del Monte Bianco; continuare a promuovere presso la Commissione Europea la revisione dei divieti di circolazione ai mezzi pesanti imposti dall’Austria al valico autostradale del Brennero; portare a compimento i lavori di manutenzione e potenziamento della rete autostradale appenninica verso la Liguria fondamentale per le connessioni al suo sistema portuale; finanziare i prolungamenti delle linee metropolitane milanesi verso Monza everso Segrate così come i potenziamenti ferroviari tra Pieve Emanuele e Pavia, tra Albairate e Mortara, Parabiago e Gallarate, Chiasso e Seregno e Seregno e Bergamo.

La situazione in Liguria sulle speranze dei cittadini

Volendo fare un focus sul territorio ligure e le opere che sono attese di più dai cittadini, il rapporto dell’Osservatorio cita tra le opere più in ritardo (con iter procedurali o cantieri risalenti al 2024), la ferrovia che collega Genova a Ventimiglia, facente parte del sistema dei valichi alpini. Tra le altre grandi opere che i cittadini liguri stanno aspettando risulta anche il sistema metropolitano leggero dell’aeroporto di Genova. Sempre a Genova la cittadinanza aspetta la gronda autostradale di Ponente, nel nodo metropolitano del capoluogo marittimo, lo Skymetro, il progetto di prolungamento della metropolitana con un’infrastruttura sopraelevata sul Bisagno dalla lunghezza totale di quasi 7 km. Sempre per la rete metropolitana genovese si attende in grande ritardo dal 2024 una nuova linea di collegamenti di quella rete che è definita per questioni strutturali la più corta d’Europa. Tutte queste opere sono state attribuite a commissari straordinari. Di contro ci sono anche diverse cantieri che sono in linea con i tempi, come delle opere nei sistemi portuali di Genova, La Spezia e Savona, o sul nodo ferroviario che riguarda il nodo stradale del capoluogo, oltre al nodo stradale di San Benigno e la strada La Superba. Vi sono anche cantieri che rispetto al 2024 hanno alcuni rallentamenti o criticità non gravi, come – per rimanere a Genova – il tunnel sub portualae del nodo metropolitano genovese, o il tunnel di via Fontanabuona o, per il sistema aeroportuale, la fermata ferroviaria dell’Aeroporto di Genova.