L'intervento di Confartigianato

La guerra colpisce l’economia anche nel Nordovest

«Il conflitto divampato in Medio Oriente interessa un’area strategica per la nostra economia per la fornitura di commodities energetiche e per le vendite di prodotti made in. Un prolungamento della guerra alzerebbe il livello di incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa in corso degli investimenti - commenta Carlo Piccinato, Segretario generale di Confartigianato Lombardia - Un blocco dello stretto di Hormuz, inoltre, riduce l’offerta mondiale di petrolio e di Gnl, generando spinte al rialzo dei prezzi dell’energia, con un significativo impatto recessivo per le Pmi nostrane che già pagano di più dei competitor europei».

La guerra colpisce l’economia anche nel Nordovest

I conflitti in Medio Oriente sono più vicini di quanto si possa pensare, soprattutto per quanto concerne l’economia delle regioni del Nordovest.

Per la Lombardia, per esempio, l’export manifatturiero destinato all’area del Medio Oriente vale 8.159 milioni di euro (ultimi 12 mesi a settembre 2025), pari a circa un terzo del made in Italy destinato a questi mercati e pari al 5,1% dell’export lombardo manifatturiero complessivo: la Regione, dunque, è una delle più esposte alla crisi.

«Il conflitto divampato in Medio Oriente interessa un’area strategica per la nostra economia per la fornitura di commodities energetiche e per le vendite di prodotti made in. Un prolungamento della guerra alzerebbe il livello di incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa in corso degli investimenti – commenta Carlo Piccinato, Segretario generale di Confartigianato Lombardia – Un blocco dello stretto di Hormuz, inoltre, riduce l’offerta mondiale di petrolio e di Gnl, generando spinte al rialzo dei prezzi dell’energia, con un significativo impatto recessivo per le Pmi nostrane che già pagano di più dei competitor europei».

Le imprese italiane esportano prodotti manifatturieri nell’area del Medio Oriente per 27.303 milioni di euro, pari al 4,5% dell’export manifatturiero totale. Nei primi 9 mesi del 2025 l’export verso il Medio Oriente è salito del 6,9%, facendo meglio del +3,5% della media del made in Italy.

Il primo mercato del Medio Oriente è quello degli Emirati arabi uniti, che vale 2.374 milioni di euro (ultimi 12 mesi a settembre 2025) e che è salito del 9,1% negli ultimi 9 mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, seguito da Arabia Saudita con 2.168 milioni e un aumento del 12,4%. Tra gli altri maggiori mercati (che rappresentano almeno l’1% dell’export verso l’area) in espansione troviamo il Kuwait con 400 milioni di euro di export, in crescita del 26,6%, Oman con 218 milioni, in crescita del 22,9% e Qatar con 815 milioni di euro, in crescita del 17,3%. Al contrario, segnano una diminuzione delle vendite del made in Lombardia Iran con 170 milioni di euro di export nel 2025, con un calo del 13,7% nel 2025 e il Bahrein con 79 milioni, in calo dell’11,4%.

I settori

I settori in cui si esportano prodotti per almeno mezzo miliardo di euro in Medio Oriente sono macchinari e apparecchiature con 2.521 milioni pari al 30,9% dell’export manifatturiero, seguito da prodotti chimici con 824 milioni (10,1%), da prodotti della metallurgia con 733 milioni (9%) e da apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche con 627 milioni di euro pari al 7,7%.

Nel complesso i settori con una maggiore presenza di micro e piccole imprese (alimentare, moda, legno e arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria) cumulano 2.173 milioni di esportazioni in Medio Oriente, il 26,6% dell’export totale manifatturiero diretto versi i paesi dell’Area, valore in salita del 12% nei primi 9 mesi del 2025, con un incremento superiore al totale (+9,8%). Tra i beni più venduti: metalli con 446 milioni pari al 20.5%, seguiti da articoli di abbigliamento con 394 milioni di euro pari al 18,1% e articoli in pelle con 342 milioni pari al 15,7%.

L’esposizione

La maggiore esposizione, a fronte di un peso dell’export verso il Medio Oriente che vale l’1,28% del Pil in Italia, si registra in Toscana con le esportazioni manifatturiere che valgono 4.065 milioni di euro pari al 2,94% del Pil regionale, seguita da Emilia-Romagna con 3.442 milioni di euro pari all’1,79%, Veneto con 3.338 milioni pari all’1,69% e Lombardia con 8.159 milioni cioè l’1,67%. In Piemonte è l’1,24 e in Liguria l’1,17 del Pil regionale.

 

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