L'Osservatorio dei Consumi Cashless di Sumup

Il Nordovest ancora arranca nella corsa ai pagamenti digitali

«La ristorazione si conferma il cuore del cashless nel Paese: nei caffè e ristoranti si concentrano il 21,3% delle transazioni digitali, in bar e club il 15,6%, nei negozi di alimentari il 12,3%. Insieme, questi tre comparti rappresentano quasi la metà di tutti i pagamenti con carta effettuati nel Paese. A seguire, compaiono in classifica i fast food, con il 6,9% delle transazioni, e i saloni di bellezza e parrucchieri (6,1%). Percentuali più contenute per taxi e servizi di trasporto: la spesa cashless in questo settore rappresenta il 2% del totale».

Il Nordovest ancora arranca nella corsa ai pagamenti digitali

E’ la città di Torino la prima di quelle del Nordovest che si incontra nella top 10 delle città dove nel 2025 si è registrato un aumento dei pagamenti cashless o digitali, in sostanza, senza contanti. A rivelarlo è una ricerca rilasciata dall’Osservatorio dei Consumi Cashless di Sumup. Torino è al 6° posto nella Top 10, che incorona le città del Sud Italia nella corsa al pagamento comodo. Il podio è infatti guidato da Campobasso con un aumento del 157,3% delle transazioni senza contanti rispetto al 2024. Seguono Ancona (+105%), Catanzaro (+70,7%), Palermo (+69,3%) e L’Aquila (+51,9%). Torino è al 50,6% e dopo il capoluogo piemontese troviamo la città di Cagliari (+46,1) al 7° posto. In 8ª posizione c’è Genova: il capoluogo ligure ha registrato un aumento dei pagamenti digitali del 39,1% rispetto al 2024. Chiudono la Top 10 Potenza (+37,7%) e Bari (+34,9%). La città di Milano è al +15,9%.

La classifica degli scontrini cashless più bassi

Se è al 9° posto per l’accelerata delle preferenze senza contanti, la città di Genova è però al primo posto della classifica dell’Osservatorio per l’importo medio più basso degli scontrini realizzati con pagamenti senza contanti. 23,3 euro è il valore medio registrato nel capoluogo ligure, seguito dai 24,4 euro di Bologna e dai 27,5 euro di Cagliari. Tutti nettamente inferiori alla media nazionale, che per il 2025 è di 31,8 euro. La città di Milano ha invece registrato un aumento dell’importo medio pagato cashless nel 2025 di 2,2% (39 euro).

E’ quello della ristorazione l’ambito in cui gli italiani usano maggiormente la carta

Nello studio dell’Osservatorio emerge chiaramente come sia quello della ristorazione il settore dove maggiormente gli italiani preferiscono pagare con la carta o con lo smartphone.

«La ristorazione si conferma il cuore del cashless nel Paese: nei caffè e ristoranti si concentrano il 21,3% delle transazioni digitali, in bar e club il 15,6%, nei negozi di alimentari il 12,3%. Insieme, questi tre comparti rappresentano quasi la metà di tutti i pagamenti con carta effettuati nel Paese. A seguire, compaiono in classifica i fast food, con il 6,9% delle transazioni, e i saloni di bellezza e parrucchieri (6,1%). Percentuali più contenute per taxi e servizi di trasporto: la spesa cashless in questo settore rappresenta il 2% del totale».

Ma è nelle gioiellerie che si è registrato l’aumento maggiore di transazioni cashless

Nel 2025 secondo l’osservatorio di Sumup è nelle gioiellerie che si è registrato l’aumento più significativo di transazioni senza contanti. Il dato segna infatti un +73,4%. A molta distanza seguono i bar, con un aumento del 37%, e i servizi legati all’intrattenimento (+35,8%), mentre al quarto e quinto posto della classifica troviamo ristoranti (+35,1%) e alimentari (+33,2%). Sempre restando nel settore della ristorazione, hanno visto un aumento significativo anche i food truck (+23,9%) e i fast food (+20,2%). Mentre si assiste a una crescita più contenuta, ma costante, tra i parrucchieri (13,4%) e i tassisti (+10,8%).