di Enzo Bucchioni
Ci siamo, il 26 marzo è vicino, sta arrivando il giorno più lungo per il futuro del calcio italiano.
Andremo o non andremo ai mondiali americani?
Un dubbio che sarà sciolto soltanto dopo il primo spareggio con l’Irlanda del Nord a Bergamo e (speriamo) la successiva finale con una tra Galles e Bosnia, cinque giorni dopo, il 31 marzo.
Come ci arriviamo? Quante possibilità ci sono di vincere queste due sfide?
Sulla carta anche questa nostra Nazionale minore è superiore a tutte e tre le squadre in corsa nel nostro raggruppamento, ma il calcio di oggi ci insegna che spesso i valori sono labili e discutibili, troppe le variabili.
Tutto è nelle mani del Commissario tecnico Rino Gattuso, chiamato da pochi mesi al capezzale di una nazionale in grave crisi di identità. Riuscirà dove prima di lui hanno fallito Ventura e Mancini?
Sono ottimista, ma il mio è un puro esercizio di fede perché conosco l’uomo Gattuso, so bene quali siano la sua determinazione, la sua volontà, ma anche il suo carisma nei confronti del gruppo azzurro.
Non possiamo dire di più perché nessuno ha più visto in campo la Nazionale dal mese di novembre, la Federcalcio non è riuscita a organizzare neppure un’amichevole o uno straccio di stage a Coverciano. Gattuso ha ovviato puntando sull’aspetto umano, ha organizzato delle belle cene con i ragazzi, ha cercato di tenere vivi i valori, le motivazioni, il senso di appartenenza. Ha allenato le teste non potendo allenare i piedi.
Basterà?
Vedremo, intanto cominciano a filtrare alcuni nomi, sono partite le pre-convocazioni.
Uno sicuro del posto è Pio Esposito già chiamato dal Ct e ulteriormente cresciuto negli ultimi mesi: l’energia dei suoi vent’anni sarà preziosa. Ma proprio dall’energia di altri ventenni come Marco Palestra del Cagliari Gattuso ripartirà. L’esterno destro scuola Atalanta è destinato a sostituire l’infortunato Di Lorenzo. Nella lista potrebbe esserci anche l’esterno sinistro Bartesaghi del Milan.
Insieme ai giovani però, ecco le sorprese vere, il Ct pensa anche all’esperienza internazionale. Tornano così nella lista dei papabili due protagonisti dell’Europeo vinto nel 2021 come Marco Verratti, 33 anni, emigrato in Qatar, che manca in Nazionale dal 2023, e Federico Chiesa del Liverpool che ha giocato in azzurro l’ultima volta nel 2024 e aveva poi detto no ad alcune chiamate per problemi fisici.
In certe partite l’esperienza a livello internazionale conta, la gestione delle pressioni e delle tensioni è fondamentale e questi giocatori lo sanno bene. L’idea del Ct è chiara, un giusto mix tra gioventù ed esperienza.
Comunque una cosa è certa: non andare al Mondiale per la terza volta di fila sarebbe un colpo mortale per il calcio italiano.