Parlare di cambiamento climatico attraverso l’arte. Le Gallerie d’Italia di Torino presentano la mostra «Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno», curata da Arianna Rinaldo e aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre.
Il progetto The Day May Break, iniziato nel 2020, è una serie di circa 60 opere suddivise in quattro capitoli che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale, mettendo in luce l’impatto profondamente sproporzionato che la crisi climatica esercita sulle popolazioni più vulnerabili del pianeta. Per la prima volta, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break, di cui l’ultimo commissionato da Intesa Sanpaolo, sono presentati insieme, immergendo in una visione dura ma poetica di ciò che resta, per ora, e che può ancora offrire speranza.
Chapter One (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, e Chapter Two (2022), realizzato in Bolivia, presentano ritratti potenti e toccanti di persone e animali nello stesso fotogramma, entrambi duramente colpiti da siccità estreme o inondazioni che hanno distrutto case e mezzi di sostentamento. Le fotografie sono state realizzate in diversi santuari e riserve, dove gli animali sono sopravvissuti a ogni sorta di calamità, dalla distruzione dell’habitat al traffico illegale della fauna selvatica. Chapter Three – Sink / Rise (2023), realizzato nelle Fiji, propone una visione simbolica e pre-apocalittica dell’innalzamento dei mari. I soggetti protagonisti, ripresi direttamente sott’acqua, rappresentano le molte comunità che nei prossimi decenni perderanno case, terre e identità a causa dell’aumento delle acque dovuto al cambiamento climatico.
Chapter Four – The Echo of Our Voices (2024), realizzato nel deserto della Giordania, ritrae famiglie di rifugiati che hanno lasciato la Siria a causa della guerra e che vivono ancora in uno stato di continuo sfollamento, in un mondo arido in larga parte a causa del cambiamento climatico. In questo capitolo, Brandt offre un commento profondo e delicato sulla resilienza e le connessioni umane di fronte alle avversità.
Nick Brandt è nato nel 1966, a Oxford, in Inghilterra, e da oltre vent’anni, si concentrano, attraverso le sue fotografie, sull’impatto della distruzione ambientale e del collasso climatico, tanto sulle popolazioni più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale.
Torino
La crisi climatica e le sue conseguenze raccontate in 60 opere
Le Gallerie d’Italia di Torino presentano la mostra «Nick Brandt. La luce alla fine del giorno»: quattro capitoli per la prima volta insieme.