L'inchiesta sulla situazione dei giovani

Il sottosegretario in Regione Lombardia, Federica Picchi: «Giovani, la ricchezza del Paese»

Molti progetti a sostegno delle nuove generazioni: «Problema? No, risorsa».

Il sottosegretario in Regione Lombardia, Federica Picchi: «Giovani, la ricchezza del Paese»

di Maurizio Colombo

«I ragazzi mancano di autonomia, tendono a vivere con i genitori non soltanto per un calcolo economico. E’ nostro dovere farli tornare protagonisti responsabili, perché possono fare la differenza: il loro contributo non è necessario, è indispensabile. Vanno responsabilizzati, chiedendo loro serietà, impegno e rispetto delle regole».

Così Federica Picchi, sottosegretario a Giovani e Sport di Regione Lombardia. Con lei, che ha assunto questo incarico nel luglio del 2024, abbiamo fatto il punto su quanto la Regione sta facendo per aiutare i giovani a conquistarsi un’autonomia, un’indipendenza che, stando alle recenti statistiche, fanno sempre fatica a ottenere. Per ragioni economiche ma non soltanto.
Regione Lombardia ha promosso diversi bandi per aiutarli, sotto tanti aspetti: abitativo, lavorativo, sociale e non solo. Progetti che fanno riferimento ad assessorati diversi e la sfida di Picchi è anche quella di «coordinare tutte queste politiche giovanili, un coordinamento che dovrebbe esserci anche a livello nazionale, perché per essere incisivi bisogna lavorare il più possibile insieme». Partendo da un approccio culturale diverso.

«C’è stato un tempo neanche troppo lontano in cui il giovane veniva visto come una problematica. Noi abbiamo lavorato e stiamo lavorando per cambiare questa prospettiva, perché i ragazzi, le ragazze sono una risorsa, che va valorizzata. Dobbiamo indicare loro dei modelli, coinvolgerli in progetti nel territorio che loro abitano, ed è quello che stiamo facendo con diversi bandi. Progetti concreti che ne valorizzano le professionalità, in accordo con l’assessore alla Formazione piuttosto che all’Istruzione, perché se non operiamo come strumenti di una stessa orchestra non otteniamo i risultati che ci prefiggiamo».

Traspare entusiasmo dalle parole del sottosegretario quando illustra questi progetti, in particolare quello che va sotto il nome di «Sport per la legalità» che, iniziato in un campus della Guardia di Finanza, è stato poi esteso ad altre Forze dell’Ordine.

«C’erano diversi studenti – ricorda Picchi – che all’inizio erano allergici alle divise, ma alla fine hanno scritto di loro pugno una lettera su carta pergamena per ringraziare dell’esperienza vissuta. Hanno compreso l’importanza delle regole, del rispetto dell’altro, grazie alla testimonianza di atleti medagliati, che avevano fatto dei sacrifici per raggiungere determinati risultati. Siamo convinti che esperienze come questa aiutano i giovani ad essere più forti, a non scoraggiarsi davanti agli ostacoli».

A giudizio di Picchi, infatti, non si può ridurre tutto al problema economico.

«Nel dopoguerra – ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia – si stava peggio di oggi, ma non c’erano problemi a uscire di casa, a formarsi una famiglia. Oggi c’è sì un tema economico non trascurabile, ma anche cultuale: dobbiamo fornire ai ragazzi dei valori, come ad esempio quello del sacrificio. Non è soltanto questione di soldi. La vita è anche difficoltà, è anche fallimento; ma dalle sconfitte ci si può rialzare più forti, sempre con il rispetto di sé e degli altri».

L’obiettivo ultimo dei vari progetti promossi dalla Regione è, quindi, quello di aiutare i giovani a realizzare la propria vita, con una progettualità, che può significare prendersi cura dell’altro o imparare un lavoro, piuttosto che impegnarsi in uno sport.

«Certo, ci saranno momenti difficili, si incontreranno degli ostacoli, ma se si è convinti del proprio progetto lo si porta avanti e ci si realizza, sempre nel rispetto delle regole».