Gli Stati Generali dell'Anci a Roma

I piccoli Comuni guardano avanti dagli Stati generali dell’Anci a Roma

L'evento alla Nuvola è stato un’imperdibile occasione di confronto sulle sfide che ogni giorno sono chiamati ad affrontare e soprattutto sul loro futuro.

I piccoli Comuni guardano avanti dagli Stati generali dell’Anci a Roma

di Irene Taurino

Un momento di confronto dedicato al futuro dei territori che rappresentano il 16,4% della popolazione italiana e oltre la metà della superficie del Paese. Gli Stati Generali dei piccoli Comuni promossi da ANCI presso il Centro Congressi “La Nuvola”, sono stati davvero un’occasione imperdibile per molti amministratori.
Ad aprire i lavori, lo scorso 19 febbraio, è stato Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro e coordinatore della Consulta piccoli Comuni Anci.

«Porteremo avanti le nostre proposte cercando di dare voce ai piccoli Comuni sulla base della nostra Agenda Controesodo che arricchiremo con il confronto di questa due giorni. La nostra non è una battaglia di categoria, ma una scelta strategica per il futuro del Paese – ha dichiarato Santoni – È importante ritrovarsi insieme dopo qualche anno per confrontarci non solo sui temi strutturali, ma anche sulle sfide quotidiane che siamo chiamati ad affrontare».

Santoni ha ricordato il percorso avviato con il progetto “P.I.C.C.O.L.I.”, promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato da Anci, che ha coinvolto oltre 1.500 enti locali su tutto il territorio nazionale. Un’iniziativa che ha consentito di costruire un modello di accompagnamento strutturato e capillare, fornendo nuovi elementi di conoscenza in ambiti cruciali come il personale e la finanza locale.
Nel suo intervento, la segretaria generale di Anci, Veronica Nicotra, ha ribadito l’impegno dell’Associazione nel supportare i Comuni con attività formative mirate, sia sul fronte degli investimenti sia su quello della strategia per le aree interne. «È un tema di cui si parla da troppi anni e con troppa convegnistica: ora bisogna fare le cose», ha sottolineato.
Nicotra ha evidenziato la complessità del sistema dei piccoli Comuni, che conta oltre 5.400 enti con caratteristiche differenti, e ha indicato due priorità nel confronto con il Governo. La prima riguarda il personale:

«I Comuni non hanno soltanto difficoltà nel reclutare, ma soprattutto nel mantenere i dipendenti assunti. C’è un grande problema di scarsa attrattività dei livelli retributivi rispetto al resto della Pubblica amministrazione. Il fondo statale da 150 milioni attivabile dal 2027 è un primo segnale, ma resta una goccia nel mare. È necessario modellizzare gli organigrammi per categorie demografiche, così da definire con precisione le esigenze di ciascun ente». Il secondo tema chiave è quello degli investimenti e dei bilanci. «Tutti i Comuni sono stati bravissimi nello spendere le risorse del PNRR e i piccoli Comuni hanno sostenuto il 27% degli investimenti comunali, con una dinamica particolarmente significativa nei centri sotto i 1.000 abitanti. Dobbiamo dare continuità a questo modello virtuoso. L’azzeramento del fondo per i piccoli Comuni è un grande errore cui bisogna porre rimedio», ha concluso.

A chiudere la sessione inaugurale è stato il capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Paolo Vicchiarello, che ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale avviata con il progetto P.I.C.C.O.L.I.

«I Comuni, in particolare quelli di minore dimensione, rappresentano la porta di accesso dei cittadini ai servizi pubblici e sono centrali nella nostra missione. Questo progetto non è la chiusura di un ciclo, ma l’avvio di un confronto che vogliamo rafforzare ulteriormente insieme ad Anci».

Gli Stati Generali sono poi proseguiti con tavoli tematici e momenti di approfondimento dedicati alle strategie per contrastare lo spopolamento, rafforzare la capacità amministrativa e sostenere gli investimenti nei territori.