«Il lavoro svolto dal Piemonte su tutti i fronti della lotta alla peste suina è stato efficace ed esemplare. Dal monitoraggio ed elaborazione dei dati alla sorveglianza, dall’azione di depopolamento al coordinamento fra Regione, Zooprofilattico, Osservatorio Epidemiologico, Province e mondo venatorio, il Piemonte ha sviluppato un modello di collaborazione e condivisione estremamente positivo che a fine marzo porteremo a Bruxelles e proporremo come esempio alla Commissione Europea».
Il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana, Giovanni Filippini , ha fatto il punto della situazione nella lotta alla pandemia in un incontro al Palazzo della Regione. In Piemonte nel 2025 sono stati eradicati 26.456 cinghiali, e 41mila capi sono l’obiettivo di abbattimenti assegnato per il 2026.
«Il depopolamento – ha rimarcato Filippini – ha creato una barriera biologica, un risultato efficace frutto della nostra insistenza sull’importanza di fare sorveglianza attiva con la ricerca di carcasse alla quale, in caso di negatività, può seguire l’attività venatoria».
Filippini ha anche annunciato l’arrivo di un contributo di 166mila euro al Piemonte a sostegno delle azioni di contrasto alla Psa. Quello del Nordovest è l’ultimo cluster ancora attivo in Italia, con la sostanziale estinzione dei focolai dal Piemonte e lo spostamento dell’epidemia nell’area dell’Appennino tosco-emiliano. Per questa ragione si passerà a misure più mirate, con nuova ordinanza commissariale prevista in aprile. Resteranno i barrieramenti lungo gli assi autostradali e ferroviari della Zona Cev e si raccomanda l’intensificazione dell’uso delle trappole a gabbia per limitare gli spostamenti dei cinghiali nelle valli fra il Basso Piemonte e l’entroterra savonese. Resta in loco anche la barriera anticinghiale posata nell’Alessandrino all’inizio della pandemia.