Ha riaperto nel giorno degli innamorati, il 14 febbraio, dopo oltre dieci anni di chiusura, il sentiero delle Calandre a Ventimiglia, completamente messo in sicurezza. Un percorso suggestivo, sospeso tra cielo e mare, che collega il porto turistico alla spiaggia delle Calandre, attraversando uno dei tratti più affascinanti del territorio. La prima tappa è il belvedere Pietra, dove si spalanca un magnifico panorama che abbraccia tutta la costa, la città e l’orizzonte del mare. Un paesaggio maestoso che trasmette l’emozione della natura incontaminata e selvaggia, l’adrenalina del mare sulla scogliera e la pace, in fondo al sentiero, della sabbia dorata della spiaggia. Pochi metri dopo la radura, si può accedere a una piccola grotta che custodisce una statua della Madonna: prende per questo il nome di “Grotta della Madonnina”. Dopo 20 minuti di cammino si arriva alla spiaggia che si trova in una posizione molto riparata ed è ideale per bagni di sole in tutte le stagioni. D’estate è perfetta per godersi il mare con un fondale che degrada dolcemente.
Ventimiglia non è solo una città di confine con la Francia ma una possibilità di scoprire tracce storiche e particolarità naturali, nonché di dedicarsi al relax in spiaggia o passeggiando sul lungomare.
Tappa fondamentale, i Giardini botanici Hanbury, affacciati sul mare, con 5.800 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto, e una storia particolare. L’inglese Thomas Hanbury, dopo aver acquistato la villa della famiglia Orengo alla Mortola, iniziò nel 1867 il progetto del giardino con il supporto scientifico del fratello Daniel, un sogno che coltivavano fin da bambini. I due fratelli seppero sfruttare al meglio la posizione del giardino e le diversità di esposizione alla luce e ai venti. Tra il mare e l’antica strada romana, oltre al vecchio oliveto, collocarono l’agrumeto, l’orto e il roseto, riparati dalla salsedine da un muro di cinta rinnovato. Il giardino prendeva sempre più vita dando voce alla flora di tutta Europa e poi del mondo, con l’apporto di collezioni di piante sudafricane, australiane e americane. La foresta australiana venne collocata sul dolce pendio soprastante la strada romana, mentre sotto la villa trovarono spazio altri agrumi. Ancora più in alto si decise di mantenere l’oliveto mentre a ovest e a est furono curate le specie della macchia mediterranea. Nel 1907 Thomas morì, ma i Giardini Hanbury erano ormai una preziosa realtà, fiore all’occhiello e meta ambita del territorio.
l figlio di Thomas, Cecil, ne affidò la cura alla moglie Dorothy, la quale diede impulso all’aspetto paesaggistico del giardino, realizzando scorci panoramici, viali, vialetti e fontane. Durante la Seconda Guerra Mondiale i Giardini subirono gravissimi danni e nel 1960 Dorothy li vendette allo Stato. Dal 1987 sono affidati in gestione all’Università degli Studi di Genova e dal 2000 sono un’area protetta regionale.
Thomas Hanbury nel 1898 ha anche ideato il museo dei Balzi Rossi, poi completamente allestito nel 1994. All’interno, straordinari reperti narrano la vita quotidiana degli uomini preistorici, tra utensili come lame e punte di freccia, icone e piccole statue. Un’attrazione centrale è la celebre triplice sepoltura paleolitica di 25.000 anni fa: un Homo sapiens adulto e due giovani sepolti insieme. Il corredo della sepoltura include lunghe lame di selce francese, conchiglie marine forate, vertebre di pesce, canini di cervo e pendagli in osso lavorato. I reperti arrivano dalle Grotte dei Balzi Rossi che hanno regalao anche un frammento di bacino di una donna di tipo Heidelbergensis testimonianza delle migrazioni umane dall’Africa a partire da circa 200mila anni fa. Hanno anche rivelato numerose statuine femminili, le cosiddette Veneri, alcune delle quali sono ora conservate al Musée des Antiquités Nationales di Parigi.
A picco sul mare, anche il Forte dell’Annunziata, una fortezza militare costruita tra il XVI e il XVII secolo per difendere la città dalle incursioni nemiche. Nel 1960, il Comune di Ventimiglia acquistò l’edificio e iniziò un lungo processo di restauro e riqualificazione; dal 1989 il Forte dell’Annunziata ospita il Museo Civico Archeologico intitolato a Girolamo Rossi, lo scopritore della città romana di Albintimilium: sono esposti oltre 700 reperti recuperati proprio in occasione degli scavi ottocenteschi di Albintimilium, in particolare dalla sua necropoli occidentale e dal teatro, ma anche dal mercato antiquariale. All’aperto, invece, il teatro, tornato alla luce nel 1852 e costruito tra il II e II sec d.C., è uno dei meglio conservati dell’Italia settentrionale, e all’epoca dell’Impero Romano oltre agli spettacoli ospitava anche assemblee politiche. Di gran rilievo per il loro stato conservativo, la cavea e le due entrate erano riservare ai notabili della città e davano accesso ai loro posti riservati. E poi e le terme, antichi bagni pubblici frequentati da uomini e donne di ogni ceto per igiene personale e benessere fisico, sorgono nella parte occidentale della città. Costruite nella seconda metà del I secolo d.C., raggiunsero il loro apice tra il II e il III secolo, per poi essere gradualmente abbandonate a partire dal V secolo. L’approvvigionamento idrico dell’edificio avveniva attraverso un acquedotto che attingeva dalle limpide acque del torrente Seborrino, un affluente del Nervia.
Non deve mancare una passeggiata nel centro storico, arroccato, con le mura del borgo medievale, risalenti al ‘500 e il bastione «Murru de Bo», l’Oratorio di San Secondo, noto come Oratorio dei Neri, un gioiello barocco, e la chiesa di San Michele edificata dai conti di Ventimiglia come nel X secolo come priorato monastico benedettino, danneggiata dal terremoto del 1628 ma che conserva nella cripta materiali prelevati dai resti della città romana. E ancora, la cattedrale di Santa Maria Assunta, un viaggio nel Medioevo.
Un percorso suggestivo
Ventimiglia, in viaggio nella storia
Ha riaperto nel giorno degli innamorati, il 14 febbraio, dopo oltre dieci anni di chiusura, il sentiero delle Calandre a Ventimiglia, completamente messo in sicurezza.