Uno strumento che può “vedere” le frane prima che accadano e permette, quindi, di gestire rischio e conseguenze. Avacam, la start up nata nel 2025 con sede a Mantova, realizza dispositivi industriali per il monitoraggio del terreno da remoto.
«Tutti i dispositivi sono personalizzati e possono funzionare o con corrente o con pannelli solari – spiega Sabrina Valbusa, business developer di Avacam – sono adatti anche alle temperature fredde della montagna e hanno una scheda dati (o alternative in caso di mancanza di connessione a internet) per l’invio delle immagini al server. Le fotografie scattate dal dispositivo vengono elaborate dall’intelligenza artificiale. In questo modo è possibile confrontare periodi diversi di tempo e vedere i cambiamenti del terreno. Studiamo su misura anche l’utilizzo dell’ottica migliore a partire da 8 megapixel fino ad arrivare a 20-24. Possiamo attivare degli alert automatici in base alle esigenze dei clienti proprio in corrispondenza di spostamenti orizzontali o verticali del terreno monitorato; possiamo anche inviare video timelapse per far vedere i movimenti del terreno in precisi periodi di riferimento».
Un occhio vigile su quanto sta accadendo e più tempestivo di altri sistemi di rilevazioni quali i radar.
«Un nostro caso studio riguarda il comune di Cauzetto in Friuli-Venezia Giulia dove grazie ai nostri sistemi – continua Valbusa – l’allerta ha permesso di chiudere una strada al passaggio prima che vi si abbattesse la frana, scongiurando una tragedia. Ora stiamo integrando i nostri dati con altri dati provenienti da fonti diversi, quali le stazioni meteo, per creare una piattaforma sempre più precisa e a 360º per analizzare gli spostamenti del terreno».
La start up è stata fondata dall’ingegner Damiano Bauce, partendo dalla pregressa esperienza nei cantieri, con la volontà di fornire uno strumento che potesse ascoltare la montagna, il territorio e quindi diventare utile per la sicurezza di tutti.
«Per il momento la nostra clientela è rappresentata da privati – conclude Valbusa – ma stiamo dialogando con Università e Pubbliche amministrazioni per crescere e aiutare nella prevenzione del rischio. Al momento collaboriamo con Nhazca, distaccamento dell’Università della Sapienza di Roma, per il sistema di analisi di Photomonitoring».