Un inverno mite e delle condizioni meteorologiche favorevoli hanno fatto sì che nel 2025 il superamento dei limiti delle polveri sottili liberate in atmosfera si sia mantenuto su livelli bassi, ma c’è ancora moltissimo lavoro da fare.
Il report di Legambiente sui dati Arpa delle polveri sottili
E’ quanto emerge dal report Mal’aria di Legambiente, che ha aggiornato la situazione della qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre città con i dati Arpa al 31 dicembre 2025. In cima alle classifiche rimangono i territori di Lombardia e Piemonte, con la città di Milano solidamente al secondo posto nell’elenco delle città (13 in tutta Italia, in prima posizione c’è Palermo con 89 sforamenti) che hanno superato la media di 50 microgrammi per metro cubo previsti dalla legge per un massimo di 35 giorni nell’anno solare per le polveri sottili, con almeno una delle centraline deputate a queste rilevazioni. Milano è a quota 66 sforamenti, ed è seguita da Napoli (64 sforamenti) e Ragusa (61 sforamenti). Sotto le 60 giornate ci sono Frosinone (55 sforamenti nel 2025), Lodi e Monza (48), Cremona e Verona (44), Modena (40), Torino (39), Rovigo (37) e Venezia (36).
«In generale, dai primi report che le ARPA stanno pubblicando in queste settimane con i dati a livello regionale, si evince come il 2025 appena concluso sia stato un anno particolarmente favorevole dal punto di vista meteoclimatico, essendo stato caratterizzato da un inverno mite e da numerose giornate di pioggia. Tutti elementi che favoriscono ovviamente la dispersione degli inquinanti. Se la situazione acuta delle giornate di sforamento sembrerebbe meno critica rispetto al passato, per capire a che punto siamo con le concentrazioni di polveri sottili nelle città italiane, bisogna fare delle considerazioni analizzando anche l’altro limite di legge previsto, quello della media annuale, che vede in 40 microgrammi per metro cubo il valore di riferimento. In questo caso, è bene sottolinearlo, il dato considerato dal punto di vista normativo è il dato medio di tutte le centraline presenti sul territorio comunale e, come ormai avviene da anni, nessuna città ha sforato questo limite. Indice di una stabilità delle condizioni a contorno e delle emissioni ormai consolidata».
I nuovi limiti normativi al 2030
Va precisato però che recentemente sono stati riveduti e corretti i limiti di superamento dei livelli in atmosfera di PM10: il valore medio annuale sarà abbassato a 20 microgrammi per metro cubo come prevede la nuova Direttiva Quadro Aria che ha recepito, in parte, le indicazioni dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che indicano in 15 microgrammi a metro cubo il valore medio annuo da rispettare per tutelare la salute delle persone. In questo quadro la situazione cambia, e non di poco: il 53% delle 103 città italiane di cui si dispongono dati sarebbe fuori legge. Sono 55 i centri urbani – tra quelli monitorati – che ad oggi hanno livelli di PM10 con valori medi compresi tra 26 e 30 microgrammi per metro cubo. Cremona è la città con il record di 31 microgrammi per metro cubo. Da qui al 2030 devono darsi da fare per portare quei livelli entro i limiti, con riduzioni tra il 22% e il 32% (per Cremona la sfida è la più difficile: deve “perdere” in 4 anni il 35% di emissioni).
Il miglioramento negli ultimi anni
Le nuove tecnologie che hanno permesso l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e – anche se in misura minore – le politiche pubbliche adottate dal 2011 al 2025 hanno permesso un sensibile miglioramento della situazione generale. Il rapporto di Legambiente ha provato ad analizzare questo miglioramento, studiando i 15 anni compresi nel periodo indicato, compiendo un’analisi statistica dei dati sulle medie annuali, che ha individuato una tendenza generale. Partendo dal trend del passato gli studiosi sono riusciti a fare delle proiezioni verosimili di come sarà la situazione nelle città al 2030, data individuata come termine ultimo per sistemare tutti i parametri e ridurre l’inquinamento atmosferico:
«Delle 89 città di cui si disponevano i dati per fare questa elaborazione statistica – così gli esperti di Legambiente – 49 nel 2025 hanno registrato una media annuale di PM10 superiore alla nuova direttiva; al 2030, in base alla tendenza calcolata per ogni città nel periodo di riferimento, questo numero potrebbe ridursi fino ad avere potenzialmente 33 città oltre i limiti. Nella maggior parte dei casi si tratta di città che ad oggi hanno una media annuale molto distante dal valore del 2030, con una media pari a 31 microgrammi per metro cubo come Cremona, in Lombardia, che potrebbe scendere, con l’attuale trend, a circa 27 μg/mc; o come Lodi che oggi partendo da una situazione di 29 μg/ mc potrebbe arrivare rispettivamente a 25 μg/mc».