Quella del Nordovest è l’area geografica con il maggior numero assoluto di morti sul lavoro anche se è la Lombardia a registrare il calo più marcato.
Nel Nordovest il record nazionale di morti sul lavoro
Il Nordovest resta l’area con il maggior numero assoluto di morti sul lavoro, anche se la Lombardia registra il calo più evidente. Nel complesso, però, nelle nostre regioni diminuiscono le denunce di infortuni sul lavoro ma crescono quelle degli infortuni in itinere. Un dato preoccupante per Lombardia e Piemonte è quello che riguarda gli studenti coinvolti. Sono i dati Inail del 2025 che, seppure provvisori in quanto le denunce vengono analizzate man mano, certificano che in Italia si continua a morire di lavoro. In totale sono stati 1.093 le persone decedute: 792 sul posto di lavoro, 293 in itinere e 8 studenti.
Denunce di infortunio
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024 e in riduzione dell’1,4% rispetto al 2023. L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nordovest (-1,4%) e al Sud (-0,03%) e un aumento al Centro (+2,9%), nelle Isole (+2,5%) e nel Nordest (+0,5%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnala la Liguria (-3,7%). L’incidenza infortunistica passa dalle 2.005 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +0,7% nella gestione Industria e servizi, un -2,1% in Agricoltura e un +0,7% nel Conto Stato. Tra i settori con più infortuni, decrementi per Servizi di supporto alle imprese (-1,4%), Trasporto e magazzinaggio (-1,2%); incrementi per Costruzioni (+3,1%), Commercio (+2,1%), Sanità e assistenza sociale (+1,6%). Quasi paritarie le denunce di uomini e donne; in flessione le denunce degli italiani (-0,5%), al contrario di quelle degli stranieri (+3,7%). Cala la fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6%) e aumenta quella dei 20-39enni (+1,3%) e dei 55-69enni (+3,6%).
Infortuni mortali
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 792, cinque in meno rispetto al 2024, due in più sul 2023. L’incidenza passa da 3,38 di dicembre 2019 a 3,28 del 2025 (-3%): una riduzione che ha riguardato solo la gestione Industria e servizi che scende da 686 a 674 denunce mortali, mentre l’Agricoltura passa da 102 a 106 casi e il Conto Stato da 9 a 12 decessi. Tra i settori con più infortuni: Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati), Commercio (da 58 a 68); per i decrementi: Costruzioni (da 156 a 148), Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10). Aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nordest (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a 81), nel Nordovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli italiani (da 621 a 610). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64 anni (da 279 a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a 128) e tra gli over 64 (da 103 a 85).
Denunce infortuni in itinere
Gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, sono stati 99.939, in aumento del 3,2% rispetto ai 96.835 del 2024, dell’8,3% rispetto al 2023; l’incidenza è passata dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2025 (è stata del 18,9% nel 2024). Un +3,2% nella gestione Industria e servizi (dagli 86.649 casi del 2024 agli 89.437 del 2025), un +8,9% in Agricoltura (da 1.618 a 1.762) e un +2% nel Conto Stato (da 8.568 a 8.740). Aumento delle denunce nel Nordest (+5,3%), al Sud (+4,7%), nelle Isole (+4,1%), nel Nordovest (+2,2%) e al Centro (+1,3%). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,4%); incrementi per gli under 45 anni (+3,4%) e tra gli over 49 (+5%) e un calo per i 45-49enni (-3,3%). Le denunce presentate nel 2025 sono state 293, 13 in più rispetto alle 280 del 2024 con incidenza passata dal 28,1% del 2019 al 27,0% del 2025 (è stata del 26% nel 2024). L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 238 a 269 denunce mortali, mentre l’Agricoltura scende da 29 a 22 e il Conto Stato da 13 a due. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nordovest (da 77 a 81 denunce), nel Nordest (da 57 a 74) e nelle Isole (da 22 a 40), e cali al Sud (da 61 a 46) e al Centro (da 63 a 52). Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 32 a 51, mentre quelle dei lavoratori sono scese da 248 a 242. Aumentanoquelle dei lavoratori stranieri (da 50 a 69), in calo quelle degli italiani (da 230 a 224).
Denunce infortuni studenti
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono state 80.871, in aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024. Delle circa 81mila denunce di infortunio, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,2% rispetto al 2024. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,5% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+4,2% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+3,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +5,9% sul 2024), seguita da Veneto (12%; +8,7%), Emilia Romagna (12%; +5,0%) e Piemonte (10%; +6,7%). Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere. I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 risultano essere 8 contro i 13 del 2024.
Denunce di malattie professionali
Sono state 98.463, circa 10mila in più rispetto al 2024 (+11,3%). Ci sono incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+11,7%, da 73.723 a 82.371 casi) e Agricoltura (+9,4%, da 14.026 a 15.346) e un calo nel Conto Stato (-0,5%, da 750 a 746). L’aumento interessa il Sud (+21,1%), il Nordovest (+14,3%), il Centro (+8,9%) e il Nordest (+7,6%). In calo le Isole (-2,7%). In ottica di genere si rilevano 7.840 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 65.377 a 73.217 (+12%), e 2.124 in più per le lavoratrici, da 23.122 a 25.246 (+9,2%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 80.847 a 89.388 (+10,6%), sia quelle degli stranieri, da 7.652 a 9.075 (+18,6%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.