Un rapporto Uil fa luce sulle ore di cassa integrazione nei nostri territori e su come siano aumentate nel 2025 rispetto all’anno precedente.
Aumenti record in Lombardia e Piemonte delle ore di Cassa integrazione
A livello nazionale le ore di cassa integrazione autorizzate nel 2025 sono state 599.988.016, con un incremento del 10,4%. Lombardia, Veneto e Piemonte sono le regioni che ne hanno “totalizzate” il maggior numero. Lo spiega il Rapporto Uil dedicato al tema.
Lombardia
In Lombardia vi è stata una riduzione della Cig ordinaria (-1,8%), ma con un grande incremento di quella straordinaria che segna un +23.3%. Questa crescita è trainata soprattutto dal cuore manifatturiero lombardo: meccanica: +5 milioni di ore (+11,5%), chimica/plastiche: +13,9%, abbigliamento: +55,3%, trasporti e comunicazioni: +97,6%. A livello territoriale le maggiori criticità emergono a Lodi, Brescia, Cremona, Monza Brianza, Varese e Bergamo, dove crescono in modo significativo sia le ore di Cig sia il numero di lavoratori coinvolti.
«La crescita delle ore autorizzate e il numero di lavoratori coinvolti non rappresenta solo un indicatore statistico, ma una realtà sociale fatta di famiglie che vedono ridursi il reddito, di lavoratori che vivono una condizione di incertezza prolungata e di territori esposti a processi di ristrutturazione produttiva – afferma il segretario confederale Uil Lombardia, Salvatore Monteduro – Il forte incremento della Cig straordinaria segnala che il sistema produttivo non sta attraversando una fase ciclica, ma è interessato da trasformazioni strutturali, riorganizzazioni aziendali e transizioni industriali che pongono seri rischi occupazionali nel medio periodo. Senza ammortizzatori sociali l’impatto occupazionale delle crisi sarebbe immediato e devastante sulle famiglie dei lavoratori che nella sola Lombardia nel 2025 sono stati più 49mila complessivi di cui 15mila in cassa straordinaria che sono i più esposti dalla perdita del posto di lavoro. Tuttavia, gli ammortizzatori non possono diventare una semplice gestione dell’attesa ma devono essere accompagnati da quello che da tempo chiediamo a Governo e istituzioni regionali ossia politiche industriali attive e strategie di rilancio settoriale».
Piemonte
In Piemonte sono state richieste 60.821.450 le ore di cassa integrazione e 2.034.382 quelle dei fondi di solidarietà gestiti dall’Inps, che coprono i lavoratori privi di strumenti di sostegno al reddito, per un totale complessivo di 62.855.832 ore (+19,8%). L’andamento nelle province piemontesi, considerando solo le ore di cassa integrazione, è stato il seguente: Verbania +106,3%, Asti +75,1%, Cuneo +46,8%, Alessandria +23%, Vercelli +20,7%, Torino +20,2%, Biella -15,6%, Novara -24,4%. Torino, con 39.023.122 ore, si conferma anche nel 2025 provincia più cassaintegrata d’Italia, seguita da Napoli e Brescia.
«I dati relativi alla cassa integrazione, letti unitamente ad altri importanti indicatori economici, confermano le difficoltà attraversate nel 2025 dalla nostra regione – dichiara il segretario generale Uil Piemonte, Gianni Cortese – In questo nuovo anno, desta forte preoccupazione il numero di lavoratori che potrebbero rischiare di ingrossare le fila dei disoccupati, a causa di crisi aziendali, per l’esaurimento dei periodi di fruizione degli ammortizzatori sociali, per l’impossibilità di agganciare il traguardo della pensione, reso sempre più difficile dai continui interventi legislativi. In aggiunta, nel corso del 2026, salvo proroghe, si concluderanno i progetti del Pnrr, i cui effetti hanno, di fatto, scongiurato che il nostro Paese entrasse in recessione. La prolungata fase di debolezza dell’economia richiederebbe importanti scelte strategiche europee, nazionali e imprenditoriali, in particolare per quanto riguarda gli investimenti, la tecnologia, l’innovazione e la ricerca, utili ad accompagnare la transizione sociale e occupazionale».