Febbraio ha segnato l’avvio della 5ª edizione della rassegna culturale «Black History Month» Torino.
Il «Black History Month» a Torino spegne 5 candeline
Promossa dall’Associazione Donne dell’Africa Subsahariana e II Generazione, coinvolge più di 25 luoghi storici in 6 comuni (Torino, Rivalta di Torino, Pino Torinese, Carmagnola, Settimo Torinese e Collegno) e dà vita a più di 85 manifestazioni culturali, artistiche e sociali. «Erede di una tradizione storica e internazionale che risale al 1926, la rassegna cerca di celebrare e diffondere la storia degli afrodiscendenti con l’obiettivo di instillare un senso di orgoglio e di contrastare i discorsi razzisti che promuovono l’idea di una presunta inferiorità nei successi ottenuti dalla comunità nera» spiegano gli organizzatori.
Il Black History Month Torino si concentra su tre temi principali. Il primo è quello del «colonialismo commerciale»: ieri come oggi, si manifesta attraverso lo sfruttamento delle risorse, il controllo politico ed economico e la creazione di profonde disuguaglianze, con effetti anche culturali e identitari sulle popolazioni locali.
Il secondo è «donne e potere»: le donne hanno storicamente avuto un accesso limitato al potere a causa di stereotipi di genere, discriminazioni e barriere sociali. Nonostante i progressi recenti, soprattutto nell’attivismo e nel terzo settore, continuano a incontrare difficoltà nell’accesso e nel mantenimento di ruoli decisionali. Il festival crea uno spazio di confronto coinvolgendo giovani donne afrodiscendenti in Europa e in Africa, che affrontano ostacoli aggiuntivi legati a dinamiche culturali, storiche e sociali, per valorizzarne le competenze e favorire l’accesso a opportunità professionali e istituzionali.
Il terzo tema è quello dedicato ai «protagonisti nell’arte e nello sport»: i giovani artisti e atleti afrodiscendenti svolgono un ruolo fondamentale come modelli positivi, capaci di ispirare le nuove generazioni e promuovere diversità e inclusione. Il festival valorizza la loro espressione creativa e sportiva in Italia e in Europa, dando spazio a linguaggi artistici e discipline diverse e alle loro testimonianze. L’arte africana, ricca di simbolismo, spiritualità e valore comunitario, ha avuto un forte impatto sulla cultura globale e merita maggiore riconoscimento. Nonostante le difficoltà legate a discriminazioni e mancanza di opportunità, il successo di questi protagonisti rafforza l’orgoglio e l’identità afrodiscendente.
Tra i tanti eventi (programma completo sul sito), il 23 febbraio alle 18 a Pino Torinese, la presentazione del libro «Atlante del passato perduto. Come l’Antropocene sta distruggendo il patrimonio culturale dell’umanità» di Federico Zaina. L’autore analizza, attraverso otto storie di luoghi culturali in tutto il mondo, gli effetti distruttivi di azioni umane come la costruzione di strade, grandi dighe, l’estrazione mineraria o lo sfruttamento agricolo intensivo. Da quasi settant’anni l’impatto umano sul pianeta, sulle nostre vite e sul nostro passato è incrementato vertiginosamente dando vita a una nuova epoca: l’Antropocene. Un’era in cui per costruire il presente e il futuro stiamo distruggendo il passato.
Il 25 febbraio a Torino aperitivo multiculturale alle 19.30 e poi il concerto di Francesca English, nata a New York da padre giamaicano e madre italiana, vive a Torino dall’età di tre anni. Ha scelto una musica autentica e sostenibile, lontana dalle logiche industriali: niente dischi, niente Spotify. Si dedica completamente allo spettacolo dal vivo con chitarra e loop station: un sound che spazia dal soul al folk. Il 28 febbraio a Torino dalle 10 alle 14 un workshop di cucina tradizionale Etiope (nella foto) a cura di Almaz Aweje.