Il caso

Il Politecnico di Milano si conferma la migliore tra le università italiane per il QS World University Rankings

L’Università di Torino occupa il 155° posto europeo, 11ª tra le istituzioni italiane. L’Università del Piemonte Orientale non risulta classificata, ricevendo una forchetta di rating tra 651 e 700. Genova scala 20 gradini e diventa 204ª.

Il Politecnico di Milano si conferma la migliore tra le università italiane per il QS World University Rankings

Il Politecnico di Milano si conferma la migliore università italiana, ma perde sette posizioni rispetto all’anno precedente.

Una classifica internazionale incorona il Politecnico di Milano come la migliore università italiana

E’ questo il verdetto del QS World University Rankings: Europa 2026. E il Poli è 46º. Nelle prime dieci posizioni, sette università del Regno Unito (con al vertice Oxford) completate da due atenei svizzeri e uno francese. Italia, dunque, che fatica a rimanere nell’élite anche se vede aumentare del 25% i propri piazzamenti (con 65 università censite) al punto da raggiungere il quarto posto per presenze nella classifica dopo Regno Unito (129), Turchia (107) e Germania (102). Solo quattro università italiane però figurano tra le prime 100: l’Università di Bologna è scivolata dal 48° al 59° posto, la Sapienza di Roma è arretrata dal 66° al 77° e l’Università di Padova è passa dall’87° al 92°. La classifica mette in luce un arretramento diffuso tra i principali atenei italiani, seppur con alcune eccezioni. Nel panorama torinese, il Politecnico di Torino si colloca al 118° posto europeo, dimostrando stabilità, accanto alla Statale di Milano (114°), e rappresenta il sesto ateneo italiano per posizione continentale. Seguono la Cattolica (136°), Pisa (141°), Tor Vergata (150°) e Federico II di Napoli (153°).
L’Università di Torino occupa il 155° posto europeo, 11ª tra le istituzioni italiane. L’Università del Piemonte Orientale non risulta classificata, ricevendo una forchetta di rating tra 651 e 700. Genova scala 20 gradini e diventa 204ª.

L’Italia ha perso quasi 100mila laureati tra 25 e 35 anni

Il QS World University Rankings non valuta solo didattica e ricerca, ma anche attrattività internazionale e risultati occupazionali e qui emergono le criticità: negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso quasi 100mila laureati tra i 25 e i 35 anni, confermandosi tra i maggiori esportatori di studenti europei, ma incapace di attrarne un numero significativo dall’estero. Sul fronte occupazionale, soltanto la Sapienza rientra tra le prime 50 università europee per risultati lavorativi dei laureati. Sulla ricerca, intesa come articoli pubblicati per ricercatore, 11 atenei figurano tra i primi 50, ma uno solo, l’università Vita-Salute San Raffaele, tra i primi dieci (terzo); per lo scambio di studenti provenienti dall’estero, con quattro atenei tra i primi 50 per gli scambi in entrata, l’Italia si colloca al terzo posto generale, finendo per eccellere negli scambi in uscita: sette università italiane sono tra le prime 50 e due (Cattolica del Sacro Cuore Milano e Venezia Ca’ Foscari) tra le prime cinque.