Il rapporto dell'Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica

Povertà energetica in aumento nei territori nel Nordovest

A livello territoriale la quota di famiglie in povertà energetica aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nordovest (+0,7%, con Lombardia 7,2%, Liguria 7,7% e Piemonte sopra la media nazionale con 10,1%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nordest.

Povertà energetica in aumento nei territori nel Nordovest

Povertà energetica in aumento nei territori del Nordovest: sono state 2,4 milioni le famiglie che nel 2024 si sono trovate in questa condizione.

Il 9,1% delle famiglie italiane nel 2024 in povertà energetica

Nel 2024 ben 2,4 milioni di famiglie si sono trovate in povertà energetica, pari al 9,1% del totale: lo dice il rapporto dell’Osservatorio Italiano Povertà Energetica (Oipe). Per povertà energetica cosa si intende? Quando si spende troppo per l’energia di casa e si ha una capacità di spesa bassa: le famiglie “più povere” continuano a destinare l’8-9% della loro spesa complessiva per l’acquisto di beni energetici, a fronte di un 3-4% delle famiglie “più benestanti”. Povertà energetica e povertà assoluta non sono sovrapponibili ma la prima dipende molto dalla seconda.

A livello territoriale la quota di famiglie in povertà energetica aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nordovest (+0,7%, con Lombardia 7,2%, Liguria 7,7% e Piemonte sopra la media nazionale con 10,1%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nordest. La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8%) seguita dal Piemonte (+2,3%) e dall’Umbria (+1,6%); confrontando gli ultimi due trienni (2019-2021 e 2022-2024), si osservano dinamiche eterogenee: alcune regioni riducono lo scarto dalla media nazionale partendo da livelli più alti (Abruzzo e Basilicata) e altre da valori inferiori (Lombardia). Si conferma una maggior concentrazione del fenomeno nelle periferie e nei piccoli centri. La quota di famiglie in povertà energetica con minori, in aumento rispetto al 2023 (+0,8%) si attesta su un livello più elevato rispetto alla media complessiva; l’incidenza rimane più concentrata nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. Più di un quarto delle famiglie ha almeno un minore, per un totale di 1,1 milioni di minori. Si riduce il numero complessivo di minori coinvolti nel Mezzogiorno (-22%) e nel Centro (-4%) a fronte di un aumento nel Nord (+ 9%). Più in generale, l’incidenza del fenomeno è maggiore nelle famiglie straniere, sia con minori (2,5 volt superiore) sia senza (2,8 volte).
Il rapporto Oipe cita anche le politiche di contrasto messe in campo come i bonus che dal 2021 a oggi hanno subito numerose modifiche sia nelle condizioni di accesso sia negli importi:

«Nel periodo 2021-24, l’introduzione dell’automatismo e l’innalzamento delle soglie di accesso ha comportato un aumento significativo del numero di potenziali beneficiari e, quindi, dei bonus erogati – si legge – passati da 1,35 milioni nel 2020 al picco di 7,58 nel 2023, per poi ridursi a 4,5 nel 2024 (fonte Arera, 2025). L’abbassamento della soglia nel 2024 (da 15 mila a 9.350 euro) si è tradotto in una significativa riduzione del numero di bonus (-40,5% anno su anno) e degli importi erogati (-78,8%, da 2.143 a 453 milioni; Arera 2024). Benché non siano disponibili informazioni ufficiali sul numero di famiglie beneficiarie, un recente approfondimento (Tanda e Segre, 2025) suggerisce che nel periodo 2021-23 queste siano cresciute da 2,5 a 4,5 milioni».

Per quanto riguarda la capacità del bonus di ridurre la povertà energetica, si riscontra una scarsa sovrapposizione tra il bonus elettrico e le famiglie vulnerabili: nel 2024 poco meno di un quinto delle famiglie in povertà energetica risultavano beneficiarie del bonus elettrico.

«Come Oipe, proponiamo da tempo l’unificazione dei bonus sociali elettrico e gas in un unico bonus energia, erogato direttamente in conto corrente, sul modello dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, con importi graduati in base al livello dell’ISee, numero di componenti e zona climatica». Oipe suggerisce inoltre un focus sul social housing e in particolare sull’Edilizia residenziale pubblica, che accoglie oltre 690mila famiglie (e 1,5 milioni di persone) di cui un quinto in povertà energetica e che attualmente beneficia di un finanziamento agevolato su fondi Pnrr per 1,381 miliardi di euro, «un importo modesto se confrontato agli oltre 128 miliardi destinati al superbonus».