La ricerca di Infocamere e Università di Padova

Imprese digitali i territori del Nordovest sono leader nazionali

In dettaglio, la Lombardia è la regione leader con 5.776 imprese (22,7% del totale nazionale), seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Campania. Milano, con 3.842 imprese (15,1% del totale nazionale), rappresenta l’hub italiano per la content economy: un ecosistema dove convergono agenzie, piattaforme digitali, start-up creative e professionisti del settore.

Imprese digitali i territori del Nordovest sono leader nazionali

I territori del Nordovest contano il numero più elevato di imprese digitali attive tra influencer, videomaker e creator.

Nel Nordovest il maggior numero di imprese digitali attive

In dieci anni le imprese attive tra influencer, videomaker e creator sono aumentate del 185%, passando da 8.918 a oltre 25.400 e il Nordovest ne conta il numero più elevato, cioè 7.681 pari al 30,2%, anche se la diffusione sul territorio nazionale è più equilibrata, con il Mezzogiorno e le Isole che contano 7.103 imprese cioè 27,9%, il Centro che ha 6.834 imprese (26,9%) e fanalino di coda il Nordest con 3.811 imprese pari al 15%. La ricerca per il Digitalmeet 2025, realizzata in team da Infocamere (analisi quantitativa ed elaborazione dei dati) e Università di Padova (coordinamento scientifico), si focalizza su un segmento di imprese che si sviluppa a partire dalle competenze digitali. In dettaglio, la Lombardia è la regione leader con 5.776 imprese (22,7% del totale nazionale), seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Campania. Milano, con 3.842 imprese (15,1% del totale nazionale), rappresenta l’hub italiano per la content economy: un ecosistema dove convergono agenzie, piattaforme digitali, start-up creative e professionisti del settore. La distribuzione regionale mostra, quindi, come la content creation tenda a concentrarsi nelle aree urbane più connesse e nei territori con elevata densità di imprese dei servizi avanzati.
L’alfabetizzazione digitale (intesa come padronanza di linguaggi, piattaforme e metriche) diventa il prerequisito per partecipare attivamente a un’economia dove la visibilità, la reputazione e l’interazione con la community costituiscono capitale produttivo. La ricerca mostra che migliaia di giovani, donne e professionisti stanno già costruendo imprese a partire dalle proprie competenze digitali. E’ la nuova frontiera dell’imprenditorialità diffusa, che cresce anche con capitali ridotti ma con conoscenza, rete e creatività. «La diffusione dell’alfabetizzazione digitale rappresenta una delle trasformazioni più profonde della contemporaneità. Non si tratta solo della capacità di utilizzare strumenti tecnologici, ma di un vero e proprio processo di emancipazione economica e culturale, che consente alle persone di creare, condividere e valorizzare conoscenza – si legge nella ricerca – il digital content creator non è più un comunicatore amatoriale, ma un nuovo soggetto imprenditoriale, che opera all’intersezione tra creatività, tecnologia e modelli di business data-driven». L’alfabetizzazione digitale diventa così una leva di inclusione. Le imprese «core» rappresentano l’evoluzione industriale di ciò che, in origine, era un fenomeno di self-branding individuale: sono espressione di una nuova forma di imprenditorialità. Quelle «ibride» mostrano come la produzione di contenuti digitali sia diventata leva competitiva trasversale in molti settori (moda, food, sport, turismo, educazione o artigianato) per attrarre clienti e valorizzare il brand: rappresentano una evoluzione virtuosa dei modelli di business già consolidati. L’evoluzione temporale evidenzia una crescita esponenziale del numero di imprese tra il 2015 e il 2024. In otto anni il totale delle digital content creator è aumentato del +185% (da 8.918 a 25.429 imprese) con un ritmo più intenso per le core (+206%, da 5.219 a 15.986) rispetto alle ibride (+155%, da 3.699 a 9.443 imprese).
Sono perlopiù imprese piccole e giovani: l’età media core è 48 anni, a fronte dei 54 anni del gruppo di controllo, per le ibride è 49 anni, a fronte dei 54 anni del gruppo di controllo; inoltre, la quota di donne amministratrici è lievemente più alta, soprattutto nelle ibride: 27,6%, a fronte del 26,3% del gruppo di controllo.
Nel periodo 2015–2024, il valore complessivo della produzione delle digital content creator è aumentato in modo costante, seguendo la dinamica di crescita numerica delle imprese: da 11,2 a 21,6 miliardi di euro (+193%). La componente core ha generato la quota più consistente del valore (da 9 a 16.8 miliardi), confermando la maggiore maturità economica delle aziende che operano nei settori intrinsecamente collegati alla content creation (produzione audiovisiva, marketing digitale, comunicazione multimediale). La componente ibrida ha più che raddoppiato il valore della produzione, passando da 2,2 a 4,7 miliardi di euro. A livello territoriale, la distribuzione del valore della produzione ricalca quella delle imprese: la Lombardia e il Lazio guidano la classifica, seguite da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
In questo scenario, la ricerca delinea alcune questioni che rimangono aperte come la necessità di avviare percorsi formativi e contrattuali coerenti, capire come trasformare la volatilità dei ricavi in valore stabile, immaginare quale ruolo possano avere le digital content creator come canale di ricambio imprenditoriale per l’Italia.