di Enzo Bucchioni
Chi esce davvero rafforzato dal mercato invernale? Pochi, pochissimi, quasi nessuno. Siamo un’altra volta di fronte alla solita fiera dei sogni e delle illusioni di un calcio senza soldi, con un deficit complessivo di circa cinque miliardi, che continua a produrre debiti e non ha il minimo potere d’acquisto. Dirlo fa male, ma la storia è questa e la conferma arriva proprio dall’ultimo mese di trattative che hanno prodotto soltanto i soliti aggiustamenti fatti di prestiti con diritto di riscatto, scambi alla pari e soltanto poche trattative vere.
La Roma ha comprato Malen, un centravanti che può fare la differenza, che sicuramente serviva. E poi?
L’Inter, la capolista, la squadra più forte, ha un solo problema, la fascia destra. C’era da sostituire l’infortunato Dumfries, ma alla fine i nerazzurri non hanno convinto Cancelo, non ce l’hanno fatta a ottenere il sì del Psv per il ritorno del vecchio Perisic e sono rimasti così. Eppure c’erano l’astro nascente Palestra dell’Atalanta via Cagliari oppure Norton Cuffy del Genoa. Troppo cari, meglio lasciar perdere. Facciamo un’amara previsione: uno come Palestra difficilmente resterà in Italia. Sicuramente finirà sul mercato l’estate prossima, l’Atalanta è bravissima a fare plusvalenze, ma come è successo di recente con Lookman andato all’Atletico di Madrid, anche per il giovane terzino destro nessuna delle nostre società sarà in grado di pagare quei cinquanta milioni che sembra già essere una valutazione minima.
Anche la Juventus non è riuscita a fare quello che il suo allenatore Spalletti aveva chiesto: prendere un centravanti con le caratteristiche di Hojlund del Napoli. Mateta è stato trattato, Icardi è stato contattato, Kolo Muani è stato inseguito inutilmente. Morale? La Juve resta con il discreto David e l’inutile Openda. Gli unici colpi, si fa per dire, sono aggiustamenti della rosa con Holm del Bologna scambiato con Joao Mario e il tentativo di rilancio di Boga ex Sassuolo.
Il Milan il centravanti l’ha preso subito, a inizio gennaio. Fullkrug era un affare, per tamponare, niente di eccitante. Quando ha cercato un attaccante vero come Mateta (lo stesso inseguito dalla Juve) ha rischiato la beffa. Il Crystal Palace lo avrebbe venduto volentieri, per fortuna all’ultima visita s’è scoperto che deve essere operato alle ginocchia. Quasi una sola, insomma.
Peggio ancora è andata al Napoli che avrebbe dovuto e voluto spendere per tamponare una serie infinita di infortuni, ma una regola sbagliata (sarà cambiata) l’ha costretto al mercato a costo zero. Una maledizione, il Napoli ha i conti in regola e liquidità, ma l’ultimo anno ha speso troppo ed è stato fermato.
Così è se vi pare, ma anche se non vi pare. “Bambole non c’è una lira” è sempre di moda, non fatevi fregare dai venditori di fumo.