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Cultura e creatività in Lombardia (e in Piemonte) cresce anche l’occupazione nel settore

Cultura e creatività, in maniera diretta o indiretta, generano un valore aggiunto per circa 302,9 miliardi.

Cultura e creatività in Lombardia (e in Piemonte) cresce anche l’occupazione nel settore

Cultura e creatività in Lombardia: i dati del rapporto di Symbola parlano di una regione florida dalle medie superiori a quelle nazionali per specializzazione culturale.

Cultura e creatività in Lombardia e in Piemonte i dati sono superiori alla media nazionale

Lazio, Lombardia, Piemonte e Campania sono le regioni con una specializzazione culturale e creativa superiore al dato nazionale medio (5,7%). In termini di valori assoluti, si conferma nettamente al primo posto, con circa 62 mila imprese e un’incidenza del 6,4% sul totale regionale. Più articolato il discorso relativo all’occupazione: se da un lato la Lombardia conferma una buona crescita triennale (+10,3%) e mantiene livelli assoluti molto elevati di occupazione culturale, dall’altro il Nordovest nel suo complesso registra una contrazione nel 2023–2024 (-1,5%), con cali significativi in Piemonte (-1,9%) e Liguria (-0,2%). Questa contrazione potrebbe essere interpretata come un rallentamento temporaneo dovuto a cicli economici settoriali, oppure come l’effetto di una saturazione dei mercati culturali maturi che hanno bisogno di nuovi modelli di rigenerazione.
Lo racconta il rapporto, «Io sono cultura» arrivato alla 15ª edizione, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del ministero della Cultura, che analizza nel dettaglio i dati del 2024.

L’aspetto economico della cultura per il nostro sistema Paese

La cultura per l’Italia è un formidabile attivatore di economia. Una filiera, in cui operano soggetti privati, pubblici e del terzo settore che, nel 2024 è cresciuto dal punto di vista del valore aggiunto (112,6 miliardi di euro, in aumento del +2,1% rispetto all’anno precedente e del +19,2% rispetto al 2021). Una filiera complessa e composita in cui si trovano a operare quasi 289mila imprese (in crescita del +1,8% rispetto al 2023) e più di 27.700 mila organizzazioni senza scopo di lucro (il 7,6% del totale delle organizzazioni non-profit) ma il “peso” della cultura e della creatività nel Paese è molto maggiore rispetto al valore aggiunto che deriva dalle sole attività che ne fanno parte. Cultura e creatività, in maniera diretta o indiretta, generano un valore aggiunto per circa 302,9 miliardi.
I 33.137 miliardi e 378.286mila addetti collocano anche la Lombardia ai vertici del panorama culturale italiano. L’area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con 22.344 milioni di valore aggiunto e 221.910 occupati. Su base provinciale seguono Bergamo con 1.953 milioni di valore aggiunto e 26.987 occupati; Monza Brianza con 1.963 milioni e 25.757 occupati; Brescia con 1.824 milioni e 27.946 occupati; Varese con 1.258 milioni e 18.309 occupati; Como con 856 milioni e 13.714 occupati; Mantova 690 milioni e 11.112 occupati; Pavia con 542 milioni e 8.412 occupati; Lecco con 545 milioni e 8.060 occupati; Lodi con 329 milioni e 4.615 occupati; Cremona con 669 milioni e 8.610 occupati; Sondrio con 164 milioni e 2.855 occupati.
Il Piemonte si classifica ancora al primo posto nella graduatoria delle regioni per incidenza del valore aggiunto della filiera dell’economia regionale, in relazione al tema della cultura e della creatività. La filiera produce circa 8,7 miliardi di euro, grazie all’impiego di 120mila figure professionali. Ottime performance della provincia di Torino, terza per incidenza del valore aggiunto di 5.995 milioni e 78.925 occupati, che sale sul podio, dietro Milano e Roma, per incidenza del valore aggiunto. Cuneo ha 731 milioni di valore aggiunto e 10.911 occupati; Alessandria 690 milioni e 10.247 occupati; Novara 478 milioni e 8.303 occupati; Asti 262 milioni e 3.559 occupati; Vercelli 211 milioni di valore aggiunto e 2.667 occupati; Biella 195 milioni e 2.970 occupati; Verbano Cusio Ossola 177 milioni e 2.481 occupati.
Il sistema produttivo culturale e creativo della Liguria produce 1,9 miliardi di euro di valore aggiunto e ha oltre 30mila occupati. Su scala provinciale, Genova è la prima con 1.400 milioni di valore aggiunto 21.211 occupati; seguono Savona con 261 milioni e 3.261 occupati; La Spezia con 245 milioni e 4.335 occupati; Imperia con 181 milioni e 3.194 occupati.
Nel panorama nazionale, il settore che cresce di più in termini di ricchezza prodotta nel corso dell’ultimo anno è quello dei Software e videogiochi (+8,0%), seguito dalle attività di Comunicazione (+4,4%). Si tratta di settori che crescono anche da un punto di vista occupazionale, registrando in un solo anno un aumento dei lavoratori rispettivamente pari al +2,3% e +5,7%. Le Performing arts e arti visive hanno registrato una crescita del valore aggiunto del +2,2% nel 2024 e del +34,4% dal 2021, mentre l’occupazione è aumentata del +2,6% nell’ultimo anno e del +9,6% dal 2021. Anche il Patrimonio storico e artistico mostra segnali di ripresa, con un incremento del valore aggiunto del +1,5% nel 2024 e del +32% dal 2021, accompagnato da una crescita dell’occupazione del +7,6% nell’ultimo anno e del +21,1% dal 2021. L’Audiovisivo e musica ha evidenziato una crescita più contenuta, con un aumento del valore aggiunto del +0,5% nel 2024 e dal +7,2% dal 2021, mentre l’occupazione è cresciuta del +8,1% dal 2021 ma solo del +0,1% nell’ultimo anno. Il settore dell’Editoria e stampa, pur mantenendo un ruolo centrale nel panorama culturale, ha registrato una crescita più contenuta. Il valore aggiunto raggiunge gli 11 miliardi, in aumento del +6,2% dal 2021, ma con una flessione del -1,5% nell’ultimo anno. I lavoratori del settore sono 196mila, in crescita del +1,9% nel 2024 e del +3,3% dal 2021, seppur il comparto non sia riuscito a recuperare le perdite subite negli anni precedenti. Il mercato editoriale italiano, in particolare, appare maturo e stabile, ma mostra segnali di revisione delle preferenze del pubblico e una forte digitalizzazione, con un crescente peso della narrativa italiana e una rinnovata centralità delle librerie fisiche. Il settore Architettura e design ha registrato una contrazione del valore aggiunto del -6,3% dal 2023, con una riduzione dell’occupazione del -5,5%. Una dinamica influenzata dalla fine degli incentivi fiscali nell’edilizia. Questo si riflette sul lavoro degli studi di architettura e design e sull’indotto legato a progettazione e realizzazione di spazi.