La partita per la sede delle gare di pattinaggio di velocità delle Olimpiadi 2030 è ancora aperta e Torino non si arrende: entro fine febbraio presenterà un nuovo dossier. Il “verdetto” arriverà in primavera. Un anno e mezzo fa, infatti, il capoluogo piemontese si era aggiudicato un pezzo dei Giochi delle Alpi Francesi, partecipando al dossier vincente scelto dal Comitato organizzatore francese con l’Oval del Lingotto come casa dello speed skating. Un impianto che però, per essere fruito, prevede un restyling da 12 milioni di euro.
La città olandese di Heerenveen ha invece proposto il Thialf Oval, un impianto con capienza di 12.500 spettatori e pronto per l’uso, senza la necessità quindi di investire fondi. Questo perché l’accordo tra Torino e il Comitato organizzatore non era ancora stato formalizzato.
Entro fine febbraio il Comune di Torino presenterà un nuovo dossier che contiene tutte le risposte alle domande poste dal Comitato. La maggior parte riguarda naturalmente l’Oval, di cui viene fatta una radiografia approfondita; il resto concerne tutti gli aspetti a esso collegati, a partire dai trasporti e l’hospitality delle delegazioni: atleti e tecnici, circa 300 persone, verrebbero ospitati nella residenza Edisu del Lingotto, a pochi passi dall’Oval. Sia la vicinanza con la stazione del Lingotto, con la metropolitana e quindi con l’aeroporto di Torino Caselle, sia la maggiore vicinanza alla Francia, sia la comodità dell’accoglienza potrebbero “giocare” a favore di Torino.
Il caso
Olimpiadi 2030 a Torino? Il Comune ha preparato un nuovo dossier
Un anno e mezzo fa il capoluogo piemontese si era aggiudicato un pezzo dei Giochi delle Alpi Francesi, partecipando al dossier vincente scelto dal Comitato organizzatore francese con l’Oval del Lingotto come casa dello speed skating.