La protesta

Prodotti alimentari importati, gli agricoltori del Nordovest chiedono più controlli

La manifestazione nel capoluogo piemontese è stata molto partecipata.

Prodotti alimentari importati, gli agricoltori del Nordovest chiedono più controlli

Coldiretti ha indetto una manifestazione a Torino per chiedere controlli su tutti i prodotti alimentari importati extra UE.

Prodotti alimentari importati extra Ue, Coldiretti chiede più controlli

Si sono presentati 6mila agricoltori, provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, a Torino alla mobilitazione di Coldiretti, per chiedere controlli su tutti i prodotti alimentari extra Ue, garantire piena trasparenza al consumatore attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione che consente di far risultare italiano ciò che italiano non è. Sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero (fonte Istat), di cui 32 milioni di chili congelati.

«Nel 2025 l’import complessivo è aumentato del 3%, ma per la congelata si è arrivati al +30%. Preoccupa l’uso nei Paesi extra Ue, soprattutto in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita, oltre alle lacune del Brasile nei controlli sugli ormoni vietati in Europa – dicono i vertici Coldiretti – Situazione analoga per il riso: nel 2024 ne sono arrivati 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano e paraguayano sono state rilevate sostanze vietate nell’Ue. Nonostante ciò, il 60% del riso che entra in Italia beneficia del dazio zero e dal 2009, grazie al regime Eba “Everything but arms”, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, aggravando il dumping con pesticidi vietati e sospetto sfruttamento di lavoro minorile». Il valore delle importazioni da Paesi Extra Ue ha raggiunto in Piemonte i 2,8 miliardi nel 2024. Nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari dai Paesi Extra Ue. «Chiediamo parità di condizioni nelle importazioni agroalimentari applicando il principio di reciprocità – conclude Coldiretti – gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità devono valere per tutti i prodotti, indipendentemente dal Paese di origine».