I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

L’effetto boomerang delle nostre convinzioni

*mental coach e giornalista

L’effetto boomerang delle nostre convinzioni

di Vassiliki Tziveli*

Le convinzioni sono come lenti invisibili attraverso cui osserviamo il mondo, interpretiamo gli eventi e costruiamo le nostre reazioni. Filtrano ciò che accade, orientano le nostre interpretazioni e influenzano, spesso senza che ce ne accorgiamo, il modo in cui reagiamo agli eventi. Sono frasi interiori che ripetiamo da anni, “non sono portato”, “le cose vanno sempre così”, “tanto non cambia nulla”, e che finiscono per diventare verità indiscusse.
Il problema è che molte di queste convinzioni, invece di proteggerci, producono un vero e proprio effetto boomerang. L’effetto boomerang delle convinzioni si manifesta quando ciò che crediamo di noi stessi o della realtà condiziona i nostri comportamenti in modo tale da confermare esattamente quella credenza, anche se è limitante o distorta. In altre parole pensiamo di difenderci, ma in realtà ci auto-sabotiamo.
Se una persona è convinta di “non essere abbastanza”, tenderà a evitare le sfide, a ridimensionare i propri successi, a leggere ogni errore come una prova definitiva del proprio valore e così facendo, rinforza giorno dopo giorno la convinzione di partenza. Il boomerang parte come pensiero, compie il suo giro nelle azioni quotidiane e torna indietro sotto forma di risultato, confermando ciò che credevamo fin dall’inizio.
Lo stesso meccanismo accade nelle relazioni. Chi è convinto che “prima o poi verrà deluso” può adottare atteggiamenti di chiusura, controllo o distanza emotiva e l’altro lo percepisce, si sente respinto o sotto osservazione, e tende ad allontanarsi. A quel punto la convinzione iniziale si rafforza: “Lo sapevo, non ci si può fidare”. Non è il mondo a comportarsi sempre nello stesso modo, ma il nostro sguardo a guidare inconsapevolmente le dinamiche che viviamo.
Le convinzioni, infatti, nascono quasi sempre con una funzione protettiva e sono strategie antiche, costruite spesso nell’infanzia o in momenti di difficoltà, quando era necessario dare un senso a ciò che stava accadendo. Il punto è che ciò che un tempo ci ha aiutato a sopravvivere, oggi può impedirci di crescere e il boomerang colpisce proprio qui quando una convinzione non viene mai messa in discussione e continua ad agire in modo automatico. Diventare consapevoli di questo meccanismo è il primo vero atto di libertà. Non si tratta di pensare “positivo” a tutti i costi, ma di iniziare a chiederci: questa convinzione mi espande o mi restringe? Mi permette di agire o mi blocca? Ogni volta che una credenza viene osservata, perde un po’ del suo potere automatico.
Spezzare l’effetto boomerang significa allenare uno sguardo più flessibile su di sé e sulla realtà, significa concedersi il diritto di cambiare idea, di sperimentare, di fallire senza trasformare ogni esperienza in una sentenza definitiva, perché non siamo le nostre convinzioni, siamo molto di più, e spesso molto oltre ciò che crediamo di essere.

*mental coach e giornalista