di Enzo Bucchioni
Non c’è nessuna italiana tra le prime otto squadre d’Europa. L’Inter, la Juve e l’Atalanta vanno al ripescaggio dei play off e sperano, il Napoli con il tricolore sulla maglia va addirittura fuori.
Arriva un verdetto agrodolce dal maxi girone della Champions League che è ormai una sorta di campionato d’Europa per club e fotografa bene quella che è oggi la realtà del mondo del pallone.
In testa c’è l’Arsenal, che non a caso guida pure la Premier League, ma sono ben cinque (anche Liverpool, Chelsea,Tottenham, City) le inglesi che vanno direttamente agli ottavi, a dimostrazione di un predominio netto del campionato più affascinante del nostro continente. La Premier non ha rivali, ma si sapeva.
Poi in ordine sparso i soliti Barcellona e Bayern, a sorpresa fra le otto ci sono i portoghesi dello Sporting. Noi no, purtroppo.
E se è vero che fra quelle qualificate direttamente agli ottavi non ci sono neppure il Real o i campioni uscenti del Psg, è anche vero che la loro forza e il loro futuro non sono in discussione. Anche l’anno scorso il Psg ha fatto fatica nella prima fase, poi la Champions l’ha vinta.
Le nostre, invece, hanno fatto e faranno fatica in futuro perché il divario tecnico è sempre più marcato come hanno dimostrato queste otto partite del maxi-girone.
Prendiamo l’Inter, ad esempio. Ha vinto le prime quattro contro squadre intermedie, appena è salito il livello ha perso contro Liverpool, Atletico e Arsenal.
La gara che più ha evidenziato la forza del calcio inglese rispetto al nostro è stata quella con l’Arsenal. L’Inter ha giocato una buonissima partita, ma tutte le volte che gli inglesi hanno deciso di alzare il ritmo, di far correre la palla a una velocità più alta, i nerazzurri sono andati in difficoltà. Perché? Molto semplice. Da anni all’estero si privilegia la tecnica individuale, si comprano giocatori bravi tecnicamente e capaci di giocare in più zone del campo, con i “piedi buoni”, come si diceva una volta, per giocare a più alto ritmo, far correre la palla a una velocità sempre più alta. Chi ha i piedi buoni vince.
La Juve è andata avanti, ma a fatica. Con Spalletti meglio, ma non ha battuto neppure il Monaco decimo in Ligue 1.
Come l’Atalanta andata sotto con i belgi del Saint Gilloise.
Il nostro calcio povero non può permettersi i campioni, ma soprattutto è sempre troppo legato alla tattica e ai tatticismi. Un’idea di calcio vecchia e sbagliata.
L’eliminazione del Napoli è la vera sorpresa. Nell’ultima gara contro il Chelsea non c’era niente da fare, troppi infortuni, ma la squadra di Conte s’è buttata via prima non battendo il Copenaghen e perdendo per 6-2 col modesto Psv quando c’erano tutti i titolari.
Materiale per una profonda riflessione.