I consigli di Kristallia Antoniadou*

Xantelasmi, ecco come si trattano

*specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica

Xantelasmi, ecco come si trattano

di Kristallia Antoniadou*
*specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica

xantelasmi
xantelasmi

Gli xantelasmi sono piccole placche giallastre, morbide e leggermente rilevate, che compaiono più spesso intorno agli occhi, in particolare sulle palpebre superiori e, meno frequentemente, su quelle inferiori. Non provocano dolore né prurito, ma rappresentano un inestetismo evidente, capace di alterare l’espressione del volto, conferendogli un aspetto stanco o invecchiato.
Dal punto di vista medico, gli xantelasmi sono depositi di lipidi, soprattutto colesterolo, che si accumulano nel derma superficiale. Le cellule coinvolte sono i cosiddetti istiociti schiumosi, macrofagi che inglobano grassi e li trattengono localmente. Proprio per questa loro natura, gli xantelasmi non vanno considerati solo un problema estetico, ma anche un possibile segnale sistemico.

Perché compaiono

In molti casi gli xantelasmi sono associati ad alterazioni del metabolismo lipidico, come: ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, dislipidemie familiari.
Tuttavia, è importante sottolineare che possono comparire anche in soggetti con esami del sangue normali. L’età, la predisposizione genetica, alcune condizioni endocrine (come diabete o ipotiroidismo) e fattori ormonali possono favorirne l’insorgenza. Sono più frequenti nelle donne e tendono a manifestarsi dopo i 40–50 anni, ma non sono esclusivi dell’età matura.

Cosa fare

Gli xantelasmi non sono lesioni maligne e non evolvono in tumori. Tuttavia, la loro presenza può essere un campanello d’allarme cardiovascolare, soprattutto quando associata a valori lipidici alterati. Per questo motivo, davanti a uno xantelasma, è buona pratica eseguire: profilo lipidico completo, valutazione del rischio cardiovascolare globale.

Come intervenire

Non esistono creme realmente efficaci in grado di eliminarli. I trattamenti sono medici o medico-chirurgici, scelti in base a: dimensione della lesione, profondità, numero, tipo di pelle, rischio di cicatrice.
Le principali opzioni includono: laser (CO2 o Erbium), che vaporizzano selettivamente il deposito lipidico, escissione chirurgica, indicata per lesioni più voluminose, tecniche chimiche selettive, in casi ben selezionati.
Il trattamento deve essere sempre personalizzato e affidato a mani esperte, poiché la regione palpebrale è estremamente delicata. Un approccio scorretto può causare discromie, retrazioni o cicatrici visibili.

Attenzione costante

Gli xantelasmi hanno una tendenza alla recidiva, soprattutto se il metabolismo lipidico non è ben controllato. Per questo il trattamento locale dovrebbe sempre essere accompagnato da: controllo del colesterolo, alimentazione equilibrata, stile di vita attivo. Gli xantelasmi non sono solo “macchie gialle sugli occhi”. Sono una manifestazione visibile di un equilibrio metabolico che merita attenzione. Intercettarli precocemente permette non solo di migliorare l’estetica dello sguardo, ma anche di prendersi cura della salute generale. Un piccolo segno sul volto, a volte, racconta molto più di quanto sembri.