Holidu incorona Livigno come la regina italiana della neve: ecco le top 40 destinazioni sciistiche più amate dagli italiani.
E’ Livigno la regina italiana della neve, guida la classifica delle top 40 destinazioni sciistiche più amate
Voglia di vacanza o gita sulla neve? Holidu ha realizzato la classifica delle top 40 destinazioni sciistiche più amate dagli italiani nella stagione 2025/2026: a conquistare la medaglia d’oro è Livigno, regina delle località sciistiche italiane, che domina anche il ranking 2025/2026 con un costo medio giornaliero di soli 184 euro. Rimanendo sempre in Lombardia, ci sono altre due località: Bormio (11° posto) e Madesimo (26°). Il Piemonte, invece, è rappresentato da Bardonecchia (18°) e Riserva Bianca – Limone Piemonte (27°).
Vale la pena, dunque, scoprire questi luoghi.
Livigno ha una fauna selvatica tipica delle Alpi: marmotte, stambecchi, caprioli, cervi e tante specie di uccelli tra cui la splendida aquila reale; a fare da cornice la vegetazione di conifere come abeti rossi, betulle, pini e larici. Per gli amanti dello sport, ci sono a disposizione 115 km di piste da sci e 30 km per il fondo, lo snowpark più grande d’Italia e tanto fuori pista; 250 negozi lungo il miglio dello shopping, fra marchi internazionali e ambiente tipicamente alpino; per il relax è possibile fare tappa ad Aquagranda, uno dei centri acquatici più grandi in Europa. Per la pausa culinaria, invece, tante le specialità come pizzoccheri, bresaola, gli sciatt (croccanti frittelle di grano saraceno con un cuore di formaggio Casera), il risotto con Bitto e vino Sassella. E per chi vuole conoscere storia e tradizioni vale la pena visitare «Mus!» museo di Livigno e Trepalle (frazione tra i 1.900 e i 2.200 metri di quota, è l’abitato permanente più alto d’Europa), situato in un’antica abitazione: attraverso un percorso innovativo accompagna il visitatore nella scoperta del passato del territorio e lo guida a comprendere le dinamiche che hanno portato al presente. Attraverso la ricostruzione fedele di ambienti domestici e interessanti sezioni tematiche, il museo testimonia lo spirito di adattamento e l’arte di arrangiarsi con poco, sviluppati dagli abitanti nel corso dei secoli. Tentativo dopo tentativo, essi sono riusciti a creare un equilibrio fragile in un prolungato isolamento: il risultato di questi sforzi è un paese che per ambiente, lingua, tradizioni, cucina e vestiario è diverso da quelli che lo circondano, a quote più basse, oltre i confini geografici e politici.
Bormio, invece, possiede un centro storico che è da considerarsi un unicum nell’intero arco alpino. La piazza del Kuerc è il cuore pulsante del paese, con i monumenti più importanti: la Torre delle Ore con il suo grande orologio e il Kuerc stesso, dove si amministrava la giustizia e si tenevano i consigli del popolo. Le vie principali mostrano la ricchezza di monumenti, case nobiliari e portoni intarsiati. Combo, no dei cinque rioni, nasconde un’anima antica e contadina, con l’antico ponte, case antiche con stalle e i tipici taulà (fienili), la chiesetta della Madonna del Sassello, la chiesa del Santo Crocefisso (o di Sant’Antonio Abate) e via Zuccola con un affresco che raffigura la Vergine con il Bambino e due angeli che abbracciano due edifici in un ambiente marinaro, collocato sopra a un portone. Mentre si passeggia in via Roma, si può immaginare che sotto ai piedi, nei sotterranei, si trova la cantina storica della Braulio: qui dal 1875 viene prodotto e conservato questo liquore. E’ possibile partecipare a una visita guidata e scoprire le antiche botti di rovere dove invecchia straordinario amaro. Sempre in fatto di tradizioni e aziende storiche, si possono assaggiare le caramelle artigianali (miele, erbe e frutta di montagna) di Brielli, nata nel 1921 quando Teodosio Brielli volle creare una caramella balsamica per alleviare i disturbi dei pazienti del Sanatorio di Sondalo. Altro assaggio è quello dedicato al distillato della storica azienda locale Ericini, per scoprire il profumo e il sapore di queste erbe raccolte sopra i 2.000 metri di quota. Una di queste è l’achillea moscata, che in dialetto bormino si chiama Taneda e che ha dato il nome all’omonimo amaro.
Per gli sportivi, invece, la Pista Stelvio è considerata tra le piste da sci più spettacolari del mondo. E’ la pista con il dislivello maggiore nel circuito di Coppa del Mondo di sci alpino: ben 1.000 metri, con pendenze fino al 63%. Nel 2026 la Pista Stelvio sarà la sede ufficiale di tutte le gare di sci alpino maschile e di sci alpinismo delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina. E poi, sono quattro le aree sci, tre invernali e una estiva per allenarsi e divertirsi tutto l’anno.
Nella bella stagione non mancano gli itinerari per belle passeggiate: alla portata di tutti, quella che parte dalla piazza del Kuerc e porta al Planon dei Laresc, un grande prato circondato da larici da cui si gode una vista panoramica su Bormio. A 2.757 metri di altitudine del Passo Stelvio, la “frazione abitata” più alta d’Europa e a 3.905 m la vetta dell’Ortles. Per il momento relax, tre centri termali. Tra questi, citati già da Plinio il Vecchio, i Bagni Vecchi sono un tuffo nella storia. Arroccati sul versante del Monte Reit, a pochi chilometri dal centro, offrono piscine panoramiche affacciate sulla conca, antiche grotte romane e vasche scavate nella roccia.
Tra le specialità (oltre a quelle tipiche del territorio) si aggiunge il Taroz, una minestra nata con le verdure avanzate, secondo stagione. L’insieme più noto è fatto di patate e zucca ridotte a pezzettoni con un cucchiaio di legno, mescolato con formaggi locali e grana grattugiato. Si condisce con una passata di burro bollente.
Anche a Madesimo, piccolo paesino della Valle Spluga, vi è la possibilità di praticare sport invernali non manca tra piste, possibilità di ciaspolate, passeggiate, utilizzo di motoslitte. A 7 km dal centro di Madesimo, con un trekking panoramico tra le montagne, si può arrivare alla cascata del Borghetto in 2 ore. Per gli esperti, in inverno, può anche essere scalata. Si può anche fare tappa al Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo per conoscere la storia della città e della Valchiavenna. A poca distanza dal paese, il ponte tibetano Caurga della Rabbiosa, situato sopra una gola dalle pareti verticali levigate dalla forza dell’acqua tra le quali scorre il torrente Rabbiosa. Si trova tra i paesi di Campodolcino e Fraciscio; è alto 45 metri e lungo 70 metri, è dedicato a san Luigi Guanella, originario di Fraciscio, e infatti si trova lungo il percorso del trekking religioso “Sui passi di Don Guanella”.