Andare lontano

Casablanca, dove il Marocco guarda avanti senza mai dimenticare da dove viene

La rubrica di viaggi di Stefano Ribaldi.

Casablanca, dove il Marocco guarda avanti senza mai dimenticare da dove viene

di Stefano Ribaldi

Il Marocco è troppo bello per poter lasciare indifferenti: se è viaggio, se è sogno, se è attesa, se è un’avventura che si svolge giorno per giorno, non te ne accorgi se non guardando mentre lo percorri.
A differenza di Fez o Marrakech, Casablanca non nasce per sedurre. Non ha medine labirintiche millenarie, né palazzi imperiali. La sua storia è più recente, più brutale, più urbana. Un tempo si chiamava Anfa, porto berbero. Distrutta, ricostruita, fu colonizzata.
I francesi la trasformano nel Novecento in un laboratorio stile: una città moderna, proiettata nel futuro con edifici Art Déco, ampi boulevard, facciate contemporanee, dettagli architettonici. Casablanca è una delle capitali mondiali del linguaggio di inizio Novecento. Linee pulite, balconi curvi, geometrie europee contaminate da motivi marocchini. Qui l’architettura racconta una tensione costante: tra tradizione e innovazione, come il Palazzo Reale con la sua piazza e la grande fontana, le porte cittadine e i porticati, tra Africa ed Europa, tra memoria e ambizione. La moschea di Hassan II fu edificata per volontà del sovrano e inaugurata nel 1993: per dimensioni è la moschea più grande del Marocco e tra le più grandi al mondo. E’ stata progettata dall’architetto francese Michel Pinseau, producendo 53.000 m² di lavori di intaglio in legno, oltre 10.000 m² di decorazioni zellige, le decorazioni in mattonelle, mosaici nei pavimenti e nelle pareti, soffitti cesellati e rilievi in stucco, dove è nascosta una specie di “cripta”.
Il Tempio, si erge su una lingua di terra prospiciente l’Oceano Atlantico, che parte dal piazzale di 90.000 m², capace di ospitare circa 80.000 fedeli. All’interno, la grande sala di preghiera enorme e maestosa, grande circa 20.000 m² e alta circa 60 m. E’ divisa in tre navate, di cui quella centrale è più alta rispetto alle laterali ed è coperta da un tetto apribile che consente ai fedeli di poter pregare sotto le stelle durante le notti limpide. E’ una delle poche moschee al mondo che è aperta e visitabile anche ai non musulmani.
Il suo minareto, alto oltre duecento metri, domina Casablanca come un faro. E’ decorato da tessere cangianti in verde scuro o blu turchese, che conferiscono alla moschea un’eleganza straordinaria, mentre il calcestruzzo usato per realizzarlo è quattro volte più resistente rispetto a quello normale, quindi è in grado di resistere saldamente all’azione combinata del vento forte e anche delle scosse sismiche. Tradizione e high-tech si uniscono in questa struttura, dotata di un raggio laser che durante la notte dall’alto del minareto punta in direzione della città santa, La Mecca . Non guida le navi, ma conduce lo sguardo verso la fede.
Qui nulla è casuale. Ogni mosaico, ogni intarsio, ogni parola incisa racconta secoli di arte islamica marocchina. Migliaia di artigiani hanno lavorato a mano, trasformando la materia in preghiera. Una parte della moschea poggia sull’oceano e pare ispirarsi al versetto del Corano: il trono di Dio fu costruito sull’acqua. Come se la fede dovesse ricordare costantemente l’umiltà davanti alla natura. Dio è nei cieli, dice il Corano, ma anche nel movimento dell’acqua. Casablanca è il luogo dove il Marocco guarda avanti, senza mai dimenticare da dove viene.