L'approfondimento di Silviano Di Pinto*

Nuovi assorbimenti “de minimis” e impatti sul Fondo di Garanzia PMI

*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”

Nuovi assorbimenti “de minimis”  e impatti sul Fondo di Garanzia PMI

di Silviano Di Pinto*

Il 2026 segnerà un passaggio decisivo per la gestione delle garanzie pubbliche e degli aiuti di Stato. L’aggiornamento degli assorbimenti “de minimis” applicati alle garanzie del Fondo di Garanzia per le PMI (L. 662/96) e la revisione del tasso di riferimento comunitario ridisegnano, infatti, il perimetro operativo entro cui si muoveranno imprese, banche e professionisti.
Il cambiamento non è solo normativo: avrà effetti immediati sulla strutturazione delle operazioni di finanziamento e sulla capacità delle imprese di accedere alle agevolazioni.
Nuove regole, nuovi calcoli: cosa cambia dal 2026.
Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore le nuove aliquote per il calcolo dell’Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL), aggiornate a seguito della revisione del tasso di riferimento comunitario (da 3,21% a 3,19%). Le nuove griglie saranno recepite nella Parte X delle Disposizioni Operative del Fondo, all’interno dei Quadri Riassuntivi dell’Efficacia Contributiva. L’aggiornamento si inserisce in un quadro normativo già in trasformazione, segnato dall’applicazione del nuovo Regolamento “de minimis” (UE 2023/2831), valido fino al 2030, e dal regime di esenzione previsto dal Regolamento UE 651/2014.
Perché l’ESL è così rilevante
L’ESL misura l’intensità dell’aiuto pubblico concesso tramite la garanzia. Anche una variazione minima del tasso di riferimento può modificare: l’assorbimento dell’operazione in termini di aiuto, la capienza residua del plafond “de minimis”, la possibilità di ricorrere al regime di esenzione, la strategia di strutturazione del finanziamento da parte delle banche. Per molte imprese, soprattutto quelle che hanno già utilizzato parte del plafond, la corretta determinazione dell’ESL diventa un elemento critico per l’accesso alla garanzia.
Valutazione preliminare: da adempimento tecnico a presidio di rischio.
Con le nuove regole, la valutazione preliminare delle operazioni assume un ruolo centrale. Le imprese devono verificare con continuità: l’ammissibilità al Fondo e la percentuale di copertura, la corretta classificazione (autonoma, associata, collegata; PMI, MidCap, Grande Impresa), l’assorbimento ai sensi dei regimi “de minimis” ed esenzione, la capienza residua rispetto agli aiuti già ottenuti, la coerenza tra forma tecnica, durata, finalità e regime di aiuto. Quella che fino a ieri era un’attività tecnica diventa oggi un vero strumento di risk management, indispensabile per evitare errori, ritardi o inammissibilità.
Imprese: cosa cambia nella pratica?
Le imprese sono chiamate a un approccio più rigoroso e consapevole. In particolare, devono: valutare con precisione la disponibilità del plafond “de minimis”, scegliere il regime di aiuto più efficiente, evitare sovrapposizioni o duplicazioni, strutturare operazioni coerenti con i nuovi assorbimenti. Una gestione non accurata può comportare richieste di integrazione, rallentamenti o addirittura il rigetto dell’operazione.
Monitoraggio mensile: un obbligo di fatto.
Le novità normative rendono indispensabile un monitoraggio continuo dei dati economico-finanziari e della posizione creditizia. Le imprese dovrebbero analizzare mensilmente: i dati di bilancio provvisori, le risultanze della Centrale dei Rischi. L’obiettivo è verificare: classe e fascia di valutazione, rating di ammissibilità al Fondo, eventuali segnali di deterioramento, coerenza tra fabbisogno finanziario e capacità di rimborso. Un’attività che diventa cruciale in vista dell’approvazione del bilancio 2025, per il quale è opportuno lavorare già sulle bozze al 31 dicembre e sui dati aggiornati della Centrale dei Rischi. L’evoluzione normativa richiede un approccio integrato che unisca competenze tecniche, normative e operative. Imprese e istituti di credito hanno bisogno di strumenti chiari e aggiornati per orientarsi tra nuove aliquote, regimi di aiuto e criteri di ammissibilità. In un contesto normativo in continua evoluzione, la capacità di anticipare gli impatti e strutturare operazioni coerenti diventa un vero vantaggio competitivo e un presidio di continuità aziendale. Importante per le Imprese, alla luce dei recenti cambiamenti normativi, effettuare attività, almeno a cadenza mensile, di analisi e monitoraggio dei dati di bilancio e dei dati di Centrale dei rischi Banca d’Italia. In definitiva, la rilevazione mensile non è un adempimento, ma un modo di pensare e di gestire l’impresa. Trasforma i numeri in conoscenza, la conoscenza in decisioni e le decisioni in resilienza. È un approccio proattivo che sostiene la stabilità, la crescita e la sostenibilità nel lungo periodo, permettendo all’azienda di muoversi con consapevolezza in un ambiente complesso e in continuo cambiamento. Consente all’impresa di creare “Valore”.

*Esperto in “Analisi
di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”