I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Come pensa un atleta vincente

*mental coach e giornalista

Come pensa un atleta vincente

di Vassiliki Tziveli*
*mental coach e giornalista

Quando si parla di atleti vincenti, l’immaginario comune corre subito al talento, al fisico, alla tecnica. Eppure, osservando da vicino chi riesce davvero a fare la differenza nel tempo, emerge una verità meno visibile ma decisiva: ciò che distingue un atleta vincente non è tanto ciò che fa, quanto come pensa.
Un atleta vincente non è colui che non prova paura, tensione o dubbio. Al contrario, li prova eccome. La differenza sta nel fatto che non si lascia spaventare da ciò che sente e sa che le emozioni fanno parte del gioco e che se ascoltate e comprese, possono diventare alleate preziose. La paura, per esempio, non viene vissuta come un segnale di debolezza, ma come la conferma che ciò che sta per accadere è importante. L’ansia non è un nemico da eliminare, ma un’energia che ha bisogno di essere orientata.
La mente dell’atleta vincente è profondamente radicata nel presente, non resta intrappolata negli errori appena commessi né si perde in anticipazioni sul risultato finale. È qui, adesso, in questo gesto, in questo respiro. Questa capacità di presenza non è casuale, ma è allenata ed è ciò che permette di mantenere lucidità anche sotto pressione e lascia spazio al corpo di fare ciò per cui si è preparato. C’è poi un aspetto fondamentale che riguarda il rapporto con l’errore. L’atleta vincente non lo nega, non lo drammatizza, non lo trasforma in un giudizio su sé stesso. L’errore viene osservato, compreso, integrato e non diventa mai un’etichetta personale, ma resta un’informazione. In questo modo, la mente rimane aperta, flessibile, pronta a correggere e ripartire senza perdere fiducia.
Un altro elemento chiave è il dialogo interno. Ogni atleta parla continuamente con sé stesso, soprattutto nei momenti di difficoltà. L’atleta vincente non lascia che questa voce diventi un sabotatore silenzioso e impara a riconoscere i pensieri che tolgono energia e a sostituirli con parole che sostengono l’azione. Non si tratta di illudersi o di ripetersi frasi vuote, ma di costruire un linguaggio interno credibile, concreto, orientato al compito. La mente, quando viene guidata con consapevolezza, diventa un alleato potente. C’è poi una consapevolezza più profonda, che riguarda l’identità. L’atleta vincente sa che una prestazione, per quanto importante, non coincide con il suo valore come persona. Questo non lo rende meno competitivo, anzi, lo rende più libero di osare, di rischiare, di esprimersi senza il peso di dover dimostrare qualcosa per essere accettato o riconosciuto. È proprio questa libertà interiore che spesso permette le prestazioni migliori.
Infine, un atleta vincente non vive l’allenamento mentale come un’aggiunta opzionale, ma come una parte integrante del proprio percorso. Così come allena il corpo, allena la mente e sa che concentrazione, gestione emotiva, resilienza e fiducia non sono qualità innate riservate a pochi, ma competenze che si possono sviluppare nel tempo, con il giusto accompagnamento.