In 5 anni sono cresciuti moltissimo gli affitti brevi nei territori del Nordovest: la trasformazione del turismo.
Turismo nel Nordovest, in 5 anni sono cresciuti tantissimo gli affitti brevi
Crescono gli affitti brevi (con le annesse problematiche per chi cerca un’abitazione per viverci) e resiste la ristorazione. E’ questo il quadro che emerge dall’analisi di Unioncamere sul settore turistico italiano degli ultimi cinque anni, con dati al 30 settembre 2025, appena presentati. Un periodo che ha visto una trasformazione profonda dell’offerta turistica italiana che ha coinvolto anche le regioni del Nordovest. In cinque anni le imprese di servizi di alloggio di alberghi e simili diminuiscono del 5,2% a livello nazionale (-1.604 unità), attestandosi a 29.199 imprese. In Liguria sono 1.178 con meno 102 strutture pari all’8% mentre gli alloggi per vacanze di breve durata sono 1.559 con un incremento di 434 strutture pari al 38,6%. La Lombardia ha visto un calo minore degli alberghi che sono 2.625 (-55 cioè -2,1%) ma nel contempo una crescita superiore degli altri alloggi: sono in totale 3.758 con un +1.433 pari al 61,6%. Il Piemonte si colloca “a metà”: gli alberghi sono 1.080 con un meno 74 (-6,4%) e gli alloggi sono 1.439 con un più 377 (35,5%). Il calo alberghiero più marcato si registra in Lazio (-13,3%), Marche (-12,9%) e Molise (-10,1%). Le aree a più forte vocazione turistica invernale, come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, mostrano, invece, una maggiore tenuta. Per gli alloggi destinati a soggiorni brevi, l’aumento è più intenso nelle grandi città d’arte e nelle destinazioni turistiche più attrattive nel periodo natalizio: Roma registra un +33,8%, Napoli +98,1%, Milano +75,9% e Firenze +21,3%, ma il dato coinvolge anche numerose province del Mezzogiorno e delle isole.
Per i ristoranti le cose vanno meglio che per gli alberghi
Le attività di ristoranti con servizio al tavolo mostrano una dinamica più stabile: a livello nazionale crescono del 2,3% rispetto al 2021, raggiungendo quota 159.494 imprese. Il quadro regionale è eterogeneo: aumenti significativi in Sicilia (+10,5%), Sardegna (+8,3%) e Calabria (+6,0%), mentre alcune regioni del Centro-Nord registrano lievi flessioni. La Liguria ha 6.411 ristoranti, 241 in più, pari al 3,9%. La Lombardia 21.893 con un aumento di 232 locali cioè l’1,1%. Il Piemonte 11.629 con +238 pari al 2,1%. Le grandi province metropolitane restano in testa alla graduatoria: Roma (13.927 imprese), Milano (8.954), Napoli (7.574) e Torino (6.127). La ristorazione, quindi, pur con dinamiche territoriali differenziate, mostra una maggiore capacità di tenuta, confermandosi uno degli elementi strutturali dell’economia locale e dell’offerta turistica del Paese.